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Con decreto del Direttore Generale per le politiche internazionalizzazione e la promozione degli scambi del 18 settembre 2017, il Ministero dello Sviluppo Economico ha definito le modalità operative e i termini per la richiesta e la concessione dei “Voucher per l’internazionalizzazione” finalizzati a finanziare la consulenza specialistica di un Temporary Export Manager qualificato e selezionato dal MISE il quale, per un periodo fino a 12 mesi, lavorerà per proiettare le aziende nei mercati esteri.

Per inoltrare la richiesta sono fondamentali i seguenti requisiti di accesso:

• essere PMI (micro piccole e medie imprese), costituite in qualsiasi forma societaria e a loro Reti di imprese che non superino i parametri di cui alla Raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione del 6 maggio 2003 (limite di: 250 dipendenti effettivi, 50 €/ML di fatturato o 43 €/ML di totale bilancio);

• possedere la Carta Nazionale dei Servizi, firma digitale e PEC;

• essere in regola con il versamento dei contributi;

• aver conseguito un importo dei ricavi e delle vendite pari almeno a 500.000 € nell’ultimo esercizio contabile chiuso; il possesso di tale requisito non è richiesto per le start-up innovative.

L’iter di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni è articolato nelle seguenti fasi:

a) compilazione della domanda, a partire dalle ore 10:00 del 21 novembre 2017:

• accesso alla procedura informatica;

• immissione delle informazioni richieste per la compilazione della domanda con particolare riferimento alla tipologia di voucher prescelta e caricamento dei relativi allegati;

• generazione del modulo di domanda sotto forma di “pdf” immodificabile, contenente le informazioni e i dati forniti dal soggetto proponente, e successiva apposizione della firma digitale;

• caricamento della domanda firmata digitalmente e conseguente rilascio del “codice di predisposizione domanda” necessario per l’invio della stessa;

b)  invio della domanda, a partire dalle ore 10:00 del 28 novembre 2017 e fino alle ore 16:00 del 1° dicembre 2017:

• accesso alla procedura informatica;

• immissione del “codice di predisposizione domanda”;

• costituente formale invio della domanda, da effettuare entro il suddetto termine finale;

• rilascio da parte della piattaforma informatica dell’attestazione di avvenuta presentazione della domanda, recante il giorno, l’ora, il minuto e il secondo di acquisizione della medesima e il suo codice identificativo.

Confartigianato Imprese Chieti potrà assistere le aziende nella gestione della documentazione necessaria alla richiesta del Voucher e nell’erogazione del servizio di sviluppo mercati export.

Per maggiori informazioni è possibile contattare il numero 0871.64430 o inviare una mail a formazione@confartigianato.ch.it

Per prendere visione del Bando completo >> CLICCA QUI <<

La Regione Abruzzo ha pubblicato un bando per la concessione di finanziamenti a fondo perduto per le imprese abruzzesi con un plafond totale di 16 milioni di euro. 

L’obiettivo è di finanziare piani di rilancio delle aziende che prevedano investimenti per riconversione industriale, razionalizzazione, realizzazione di nuovi prodotti o rinnovamento di impianti e processi produttivi.

Il fondo perduto coprirà fino al 50% del progetto che dovrà prevedere una spesa minima di 50.000 euro e massima di 200.000 euro. Inoltre Creditfidi, il consorzio fidi di Confartigianato Imprese Chieti, ha predisposto un finanziamento agevolato per la restante parte dell’investimento non coperta dal fondo perduto.

Potranno essere ammessi sia progetti di investimento produttivo che progetti di investimento in promozione.

I destinatari di questo bando sono le micro, piccole e medie impres(mPMI), le mPMI di nuova costituzione e le società consortili che hanno sede in uno dei seguenti comuni:

Provincia di Chieti: Chieti, Ari, Bucchianico, Canosa Sannita, Carpineto Sinello, Casalbordino, Casalincontrada, Gissi, Giuliano Teatino, Miglianico, Poggio Fiorito, Ripa Teatina, Scerni, Torrevecchia Teatina, Villamagna;

Provincia di Pescara: Abbateggio, Alanno, Bolognano, Brittoli, Bussi sul Tirino, Caramanico Terme, Carpineto della Nora, Castiglione a Casauria, Catignano, Cepagatti, Civitaquana, Civitella Casanova, Collecorvino, Corvara, Cugnoli, Elice, Farindola, Lettomanoppello, Loreto Aprutino, Manoppello, Montebello di Bertona, Nocciano, Penne, Pescosansonesco, Picciano, Pietranico, Popoli, Roccamorice, Rosciano, Salle, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Sant’Eufemia a Maiella, Scafa, Serramonacesca, Tocco da Casauria, Torre de’ Passeri, Turrivalignani, Vicoli, Villa Celiera;

Provincia de L’Aquila: Acciano, Anversa degli Abruzzi, Avezzano, Barete, Barisciano, Bisegna, Bugnara, Cagnano Amiterno, Calascio, Campo di Giove, Campotosto, Canistro, Cansano, Capestrano, Capistrello, Capitignano, Caporciano, Cappadocia, Carapelle Calvisio, Carsoli, Castel del Monte, Castel di Ieri, Castellafiume, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Cerchio, Civita d’Antino, Civitella Roveto, Cocullo, Collarmele, Collelongo, Collepietro, Corfinio, Fagnano Alto, Fontecchio, Fossa, Gagliano Aterno, Gioia dei Marsi, Goriano Sicoli, Introdacqua, L’Aquila, Lecce dei Marsi, Luco dei Marsi, Lucoli, Magliano ne’ Marsi, Massa d’Albe, Molina Aterno, Montereale, Morino, Navelli, Ocre, Ofena, Oricola, Ortona dei Marsi, Ortucchio, Pacentro, Pereto, Pescina, Pettorano sul Gizio, Pizzoli, Poggio Picenze, Prata d’Ansidonia, Pratola Peligna, Prezza, Raiano, Rocca di Botte, Rocca Pia, Roccacasale, San Benedetto dei Marsi, San Benedetto in Perillis, San Demetrio ne’ Vestini, San Pio delle Camere, Sant’Eusanio Forconese, Sante Marie, Santo Stefano di Sessanio, Scanno, Scoppito, Scurcola Marsicana, Secinaro, Sulmona, Tagliacozzo, Tione degli Abruzzi, Tornimparte, Trasacco, Villa Sant’Angelo, Villa Santa Lucia degli Abruzzi, Villalago, Villavallelonga, Vittorito;

Provincia di Teramo: Arsita, Basciano, Bellante, Bisenti, Campli, Canzano, Castel Castagna, Castellalto, Castelli, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Cermignano, Colledara, Cortino, Crognaleto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso, Montefino, Montorio al Vomano, Mosciano Sant’Angelo, Notaresco, Penna Sant’Andrea, Pietracamela, Rocca Santa Maria, Teramo, Torricella Sicura, Tossicia.

Le Domande di Ammissione al finanziamento devono essere presentate, a pena di esclusione, fino al giorno mercoledì 28 giugno 2017 alle ore 12:00.

Per maggiori informazioni e per ottenere l’assistenza tecnica per la partecipazione al bando è possibile rivolgersi alla Dott.ssa Manuela Cinalli: Tel: 0871.330270 – Mail: credito@confartigianato.ch.it

>> SCARICA IL BANDO COMPLETO <<

A poca distanza dalla chiusura dello sportello, lo scorso settembre, nel 2017 tornano i finanziamenti agevolati della Nuova Sabatini per le imprese che acquistano macchinari, perché la norma è stata inserita all’ art.13 della Legge di Bilancio 2017 approvata in via definitiva nei giorni scorsi.

Ma rispetto alle nostre anticipazioni ci sono altre novità: la misura verrà prorogata non più per il solo anno 2017, ma anche per tutto il 2018 e, al fine di favorire la transizione del sistema produttivo nazionale verso la manifattura digitale, una quota della copertura finanziaria è destinata alle PMI che investono in digitalizzazione, nell’ambito del piano Industria 4.0 e più precisamente in “macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica aventi come finalità la realizzazione di investimenti in  tecnologie, compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti”.

Per questi investimenti, in particolare, è anche innalzata del 30% la misura massima prevista per il contributo del MiSE, sempre nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.

Altra novità prevista dalla manovra, il plafond a disposizione della Cdp per la Garanzia è incrementato di 7 miliardi di euro. Le risorse previste per i prossimi anni dalla manovra sono così ripartite: 28 milioni di euro per il 2017, 84 milioni per il 2018, 112 milioni all’anno dal 2019 al 2021, 84 milioni per il 2022, e 28 milioni per il 2023.

La normativa relativa all’accesso ai finanziamenti, requisiti delle imprese, presentazione delle domande, rimane invariata.

La Sabatini, lo ricordiamo, è stata istituita con il decreto 69/2013: è un finanziamento agevolato per l’acquisto di nuovi macchinari, da 20mila a 2 milioni di euro, con un contributo statale del Ministero dello Sviluppo Economico che copre parte degli interessi (pari all’ammontare degli interessi calcolati su un piano di ammortamento a rate semestrali, con tasso del 2,75% e durata 5 anni), e una copertura fino all’80% del finanziamento della cassa Depositi e Prestiti. Il finanziamento deve essere erogato da un banca o intermediario accreditato (l’elenco è disponibile sul sito del MiSE)

Destinatari della misura sono micro, piccole e medie imprese (escluse quelle del settore finanziario), con sede operativa su tutto il territorio nazionale, iscritte la Registro delle imprese, non destinatarie di aiuti europei e non in situazione di ”impresa in difficoltà”

Per la domanda è possibile rivolgersi agli uffici di Creditfidi operanti sul territorio.

Il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha firmato il decreto attuativo del Fondo per le vittime dei mancati pagamenti previsto dalla Legge di Stabilità 2016.

Lo ha annunciato lo stesso Ministro ieri, nel corso del question time in Aula alla Camera. Il decreto è stato già trasmesso al Ministro dell’Economia per il parere e la definitiva emanazione.

Il Fondo, come prevede la legge, è destinato alle aziende vittime di mancati pagamenti che hanno intrapreso la via giudiziaria con un atto di denuncia per reati di truffa aggravata, insolvenza fraudolenta, estorsione, false comunicazioni sociali a danno dei creditori o reati similari. Il Ministro ha specificato che il decreto prevede finanziamenti agevolati a tasso zero di ammontare pari ai crediti maturati nei confronti dei debitori imputati e comunque entro i limite di 500mila euro per impresa. Inoltre i debitori dovranno essere imputati in procedimenti avviati entro il 1° gennaio 2016.

I finanziamenti saranno rimborsabili in 10 anni comprensivi di 2 anni di preammortamento, per cui le imprese cominceranno a restituire i finanziamenti a partire dal terzo anno dall’erogazione.

Infine il Ministro ha comunicato che il Fondo avrà una dotazione di 30 milioni di euro per il triennio 2016-2018 e il 10% sarà riservato alle PMI in possesso del rating di legalità.

Immediato il commento del Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti: “Un importante risultato, un atto di giustizia, atteso da tempo, per le tante, troppe piccole imprese vittime dei mancati pagamenti di aziende che dichiarano finti fallimenti”.
Il decreto – ha sottolineato il Presidente Merletti – è una tappa della battaglia che Confartigianato conduce in difesa dei diritti dei numerosi piccoli imprenditori subfornitori travolti dai debiti e dai fallimenti delle aziende committenti. Ora – ha aggiunto Merletti – confidiamo che il decreto concluda rapidamente l’ iter per la sua emanazione”.

Il mercato dei prodotti europei, che vale 2800 miliardi, vive una fase critica.

Se da un lato, con la minaccia della chiusura del Brennero, si profilano rischi di blocchi alle frontiere nazionali, all’ orizzonte si stagliano le incognite del trattato transatlantico di libero scambio con gli USA. Nel frattempo cresce a livello mondiale il grave fenomeno dei falsi e delle contraffazioni.

Come reagire? Per gli artigiani e per le piccole imprese c’è un’arma potente: garantire la qualità di prodotti e servizi con le certificazioni che attestano la conformità agli standard di normazione europei.

In pratica, si tratta di una sorta di ‘passaporto’ che apre alle aziende, di tutti i settori e dimensioni, le porte dei mercati internazionali e che l’ imprenditore può esibire per dimostrare la propria affidabilità e il rispetto di una serie di requisiti, ad esempio in materia ambientale, di sicurezza, responsabilità sociale, qualità e tracciabilità dei prodotti.

Per le aziende che hanno deciso di certificarsi i vantaggi si toccano con mano nella crescita di produttività e redditività.

Uno studio britannico stima, per le imprese certificate, aumenti medi di oltre il 37% della produttività, del 3,2% dell’export e del 5,3% del fatturato.
Le imprese certificate, infatti, sono più apprezzate da clienti, fornitori e consumatori, ma anche dalla Pubblica amministrazione che riserva loro una serie di ‘sconti’ in termini di minori controlli e di minori costi e adempimenti burocratici.

A garantire che tutto funzioni per il meglio c’è Accredia, l’ ente unico nazionale di accreditamento designato dal Governo, nel quale siedono rappresentanti di Confartigianato, che vigila sulla validità e l’ affidabilità del nostro sistema di certificazione.

In pratica Accredia si occupa di attestare che gli organismi di certificazione e ispezione, i laboratori di prova e taratura siano in grado di valutare la conformità di prodotti e processi agli standard di riferimento.

Il Presidente di Accredia, Giuseppe Rossi, spiega l’ importanza della certificazione accreditata: “E’ ormai un riconoscimento indispensabile per le imprese che vogliono espandere la propria attività.  La certificazione viene richiesta alle aziende che intendono avere rapporti con la grande industria, la grande distribuzione, i settori a valle dei loro prodotti e servizi. Se poi la piccola impresa vuole crescere all’ estero, globalizzarsi e internazionalizzarsi, la certificazione è indispensabile.

Grazie al mutuo riconoscimento, in Europa e non solo, della certificazione rilasciata in Italia da Accredia, le imprese certificate dispongono di un ‘passaporto’ che fa circolare le merci e le fa apprezzare sia in Europa che nel resto del mondo”.

Insomma, per le piccole e medie imprese il bollino della certificazione è un biglietto da visita che fa la differenza e permette di mantenere alta nel mondo la bandiera della qualità made in Italy.

Il Bonus donne disoccupate 2016 è un incentivo per l’assunzione di donne prive di occupazione regolarmente retribuita da almeno 6 mesi, di qualsiasi età e residenti nelle aree svantaggiate dell’Italia, indicate dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale per il periodo 2014-2020: Sono quelle individuate dal D.M. 27 marzo 2008 ossia tutti i comuni ubicati all’interno delle seguenti regioni: Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata. Zone specifiche di Emilia Romagna, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto, Abruzzo, Molise, Lazio, Liguria, Lombardia.

Cos’è il bonus donne disoccupate?

E’ un bonus contributivo riconosciuto alle imprese e datori di lavoro privati che assumono a partire dal 1° gennaio 2016, nelle aree svantaggiate, donne di qualsiasi età e prive di occupazione da almeno 6 mesi con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a tempo determinato e anche con contratto di somministrazione.

Il bonus assunzione donne disoccupate  prevede una riduzione del 50% dei contributi obbligatori INPS a carico dell’azienda ed ha una durata diversa in base al tipo di contratto stipulato:

  • 12 mesi per le assunzioni a contratto a tempo determinato e in somministrazione.
  • 18 mesi per i contratti a tempo indeterminato.
  • 18 mesi in caso di trasformazione di un impiego a termine in permanente.

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi presso Confartigianato Imprese Chieti,   Rif. Alma Ferrazza – Responsabile Area Politiche Attive del Lavoro; 

Tel. 0871.330270, Mail lavoro@confartigianato.ch.it.

Abruzzo Excellence nasce con l’intento di costituire il luogo d’elezione per la promozione e la presenza online delle produzioni di eccellenza della Regione Abruzzo, dall’ Alimentare all’ Artigianato.

Il progetto, ideato e gestito da Euromind, (società di servizi e comunicazione che opera sul territorio da 10 anni), in partnership con Confartigianato Chieti, è stato strutturato in modo da permettere a tutte le medie e piccole attività produttive e commerciali della nostra regione, che pur realizzando prodotti di qualità elevata e spesso di assoluta eccellenza, non dispongono delle risorse necessarie, (sia economiche che tecnologiche), per intraprendere un percorso di internazionalizzazione commerciale, e restando di fatto fuori da uno dei mercati più promettenti dal punto di vista delle potenzialità commerciali: quello della vendita online.

Dopo aver valutato lo stato della presenza sul web delle aziende Abruzzesi, nonché della loro penetrazione commerciale su diverse piattaforme di vendita, si è cercato di costituire un marketplace appositamente strutturato per venire incontro a specifiche esigenze, e tale da permettere anche ai piccolissimi produttori di avere una presenza qualificata sui mercati. Nazionali ed europei in una prima fase, per poi approcciarsi oltre i confini dell’Europa una volta consolidata la necessaria esperienza.

I punti di forza della piattaforma Abruzzo Excellence sono:

1) Nessun costo.

Il produttore non dovrà affrontare alcun costo legato alla gestione della vendita che sarà totalmente a carico di Abruzzo Excellence.

2) Un  meccanismo estremamente snello per la gestione dei prodotti.

Ciascun produttore potrà gestire sia direttamente, sia coadiuvato dallo staff di Abruzzo Excellence ogni aspetto legato ai prodotti da vendere, potendo modificare in qualunque momento tipologia, caratteristiche, descrizioni, quantitativi e prezzi.

3) Nessuna problematica legata alla logistica.

Una volta venduto il prodotto, Abruzzo Excellence ne comunica direttamente l’esito, lasciando al Produttore la sola operazione di predisporre il collo per la spedizione. Il corriere incaricato da Abruzzo Excellence si curerà di ritirarlo direttamente dalla sua sede per poi procedere alla consegna finale.

4) Pagamenti immediati.

Grazie al metodo ormai consolidato della vendita tramite moneta elettronica, un ulteriore vantaggio deriva dal ricevere i pagamenti per la merce venduta contestualmente all’ordine. Abruzzo Excellence si occuperà infatti di effettuare i pagamenti in tempi brevissimi.

In breve, si è cercato di costruire un servizio trasparente ed immediato, svincolandolo il Produttore da incombenze gestionali e burocratiche, e lasciandogli il solo onere di fornire informazioni dettagliate sui prodotti e renderli quanto più appetibili per una clientela dalle enormi potenzialità.

Come ogni primavera la Rai torna alla carica con la richiesta di pagamento del canone speciale Radio e TV, un diluvio di solleciti che si sta abbattendo in modo indiscriminato sulle aziende, anche su quelle che hanno comunicato formalmente di non avere apparecchi televisivi o radiofonici nelle proprie attività.

Rispetto alle comunicazioni precedenti, i toni della nuova richiesta di viale Mazzini sono meno aggressivi nella forma ma altrettanto minacciosi nei contenuti. Anche quest’anno si ricorda agli imprenditori che il mancato pagamento del canone speciale costituisce una ‘violazione tributaria’ che spalanca le porte a pesanti sanzioni pecuniarie e accertamenti da parte dell’Agenzia per le Entrate.

Insomma, anche nel 2016, la Rai è ben decisa a fare cassa mettendo le mani nelle tasche dei titolari d’impresa che già versano per questa odiata tassa più di 74 milioni di euro l’anno.

SOLLECITI INVIATI A TAPPETO – Le richieste di pagamento, inviate a tappeto, seguendo la prassi ormai consolidata che ogni imprenditore, non presente negli archivi Amministrativi della Rai, è un potenziale “utente non abbonato”, variano da un minimo di 203 fino a quasi 6.800 euro. Poco importa se nei locali aziendali non sono presenti radio o tv: il bollettino arriva comunque. All’imprenditore l’onere di comunicare alla Rai di non essere tenuto al pagamento. Una comunicazione che va ripetuta ogni anno.

Confartigianato suggerisce alle imprese associate, non tenute a versare il canone,  di effettuare la comunicazione attraverso lettera raccomandata e non con la cartolina postale allegata alla richiesta di pagamento, che potrebbe andare smarrita senza lasciare traccia.

Grazie alle battaglie di Confartigianato, nella nuova comunicazione la Rai non chiede più il pagamento del canone speciale per il possesso di strumenti diversi dal televisore come computer, tablet, smartphone, ma anche impianti di video sorveglianza.

IL CANONE DOMESTICO IN BOLLETTA ELETTRICA  – Persa la battaglia per spillare denaro anche su questi comuni strumenti di lavoro, l’azienda di viale Mazzini conta quest’anno sui super proventi attesi dall’inserimento del canone domestico nella bolletta elettrica.

Ma anche in questo caso il risultato non appare scontato e la vicenda potrebbe risolversi in nuovo pasticcio. È di questi giorni la notizia che il Consiglio di Stato ha sospeso il giudizio sul decreto che introduce la misura sollecitando al Governo una serie di aggiustamenti. Al primo posto la richiesta di definire con esattezza cosa si intende per televisione. Una cosa chiara a tutti che solo nel Palazzo e a viale Mazzini sembrano ancora ignorare.

Il Centro Regionale per il Commercio Interno delle Camere di Commercio d’Abruzzo parteciperà all’ edizione 2016 del CIBUS di Parma, la piattaforma fieristica rivolta al pubblico professionale che promuove la realtà del comparto alimentare italiano ed il progetto strategico per il suo sviluppo.

Le aziende interessante a partecipare potranno presentare la domanda a partire dal 7 Marzo fino al 21 Marzo 2016

MODULI DI ADESIONE

Da armi per accertare una presunta disonestà fiscale a strumenti per rafforzare la compliance con l’Amministrazione finanziaria e per premiare la fedeltà fiscale e l’efficienza produttiva delle imprese. E’ la rivoluzione che Confartigianato e Rete Imprese Italia sollecitano per gli studi di settore.

La richiesta è contenuta in un documento che i rappresentanti degli artigiani e delle piccole imprese hannoconsegnato l’8 febbraio al Vice Ministro dell’Economia Luigi Casero.

Quello che Confartigianato chiede al Governo è un ritorno alle origini per gli studi, nati 20 anni fa proprio da un progetto di confronto e condivisione tra il Fisco e le Organizzazioni che rappresentano gli imprenditori. All’epoca l’obiettivo era quello di selezionare i contribuenti a rischio di evasione e offrire certezze a quelli in regola. Nel tempo, gli studi di settore sono diventati 204, una macchina sempre più complessa e sofisticata che si applica a 3.600.000 soggetti, tra imprese appartenenti ai settori manifatturiero, dei servizi, del commercio e professionisti, con ricavi fino a 5.164.000 euro.
In questi anni le continue revisioni e aggiornamenti li hanno resi capaci di fotografare la situazione fiscale delle imprese anche alla luce della crisi economica. Ma non è mancato, da parte dell’Amministrazione finanziaria, un uso improprio degli studi per fare cassa, sfruttandoli come arma di accertamento.

Ora, sostengono Confartigianato e Rete Imprese Italia, è arrivato il momento di cambiare passo. E la spinta a rivedere gli studi di settore arriva proprio dal Governo con le indicazioni di politica fiscale 2016-2018 emanate nel dicembre scorso dal Ministro dell’Economia Padoan. L’obiettivo del Governo consiste nel revisionare gli studi per renderli più efficaci e attendibili, ma al tempo stesso semplificarli e ridurne il numero.

E’ quindi l’occasione giusta, sostiene Confartigianato, per abbandonare una volta per tutte l’uso degli studi come strumento di accertamento fiscale e valorizzarli per premiare il corretto rapporto con il fisco.
In pratica, secondo la proposta di Confartigianato al Governo, gli studi servirebbero a definire una soglia minima di reddito di riferimento per ogni impresa. Il reddito prodotto oltre questa soglia godrebbe di una tassazione agevolata.

In questo modo, gli studi di settore diventeranno la chiave per ridurre la pressione fiscale sugli imprenditori e migliorare la loro capacità produttiva.