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Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto legge in materia di “Green pass” vòlto ad estendere l’applicazione della certificazione verde Covid-19 a tutto il lavoro pubblico e privato. Si tratta di un provvedimento da tempo auspicato e sollecitato anche da Confartigianato per fare chiarezza e volto a coniugare la tutela della salute e sicurezza delle persone con l’obiettivo di rilanciare l’economia attraverso l’allentamento delle restrizioni che ancora condizionano l’attività di impresa.

In particolare, il provvedimento estende, dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021, l’obbligo di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde a chiunque svolga un’attività lavorativa nel settore privato, al fine di accedere ai luoghi di lavoro.

L’obbligo è, inoltre, esteso a tutti i soggetti esterni che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa, di formazione o di volontariato presso i luoghi di lavoro privati.

Restano, invece, esclusi i soggetti esenti dalla campagna vaccinale.

Dal punto di vista attuativo, saranno i datori di lavoro a dover assicurare il rispetto delle nuove prescrizioni, definendo entro il 15 ottobre le modalità per l’organizzazione delle verifiche e individuando i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni.

Il mancato possesso del Green pass comporta la sospensione dal lavoro, senza diritto alla retribuzione, ma con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro ed esclusione di sanzioni disciplinari.

Per le imprese con meno di 15 dipendenti è prevista una disciplina specifica che prevede la sospensione del lavoratore dopo il quinto giorno di mancata presentazione della certificazione verde e volta a consentire la sua temporanea sostituzione.

 

“Una situazione allarmante. Si rischia di appesantire i costi che già gravano sulla produttività delle imprese che, dopo un periodo difficilissimo dovuto all’emergenza Covid-19, stanno ripartendo con buone previsioni di crescita. L’aumento delle tariffe andrebbe ad aggiungersi alle complicazioni create dall’aumento dei prezzi e dalla scarsa reperibilità delle materie prime negli ultimi mesi e al peso immutato della burocrazia, che siamo ancora in attesa venga affrontato seriamente. A questo si aggiungano i problemi che si genererebbero per le famiglie”. Lo afferma il presidente di Confartigianato Chieti L’Aquila, Francesco Angelozzi, a proposito dell’aumento del 40% delle bollette elettriche per tutte le utenze che sono ancora nel mercato di maggior tutela.

“Seppur preoccupanti e maggiori di quanto ci aspettavamo – sottolinea Angelozzi – gli aumenti non sono inaspettati: abbiamo riscontrato nel corso dell’intero anno continui aumenti dei prezzi legati all’andamento della borsa elettrica. Negli ultimi mesi abbiamo poi preso atto che le tariffe nel libero mercato erano letteralmente schizzate in alto. Una cosa che non si vedeva dal 2007, prima della crisi della Lehman Brothers. A questo punto ci aspettiamo che vi sia una conseguente azione contenitiva delle tariffe da parte del Governo, che noi in questo momento vediamo sostanzialmente possibile solo con l’abbattimento o l’azzeramento degli oneri generali di sistema che incidono in maniera pesante sulla bolletta dell’energia elettrica. Provvedimento già preso nei mesi estivi a favore delle piccole imprese in bassa tensione, ma che auspichiamo venga applicato a tutto il sistema imprenditoriale e alle famiglie”.

“Per quanto riguarda l’energia, con il nostro consorzio CAEM, realtà di riferimento di 30 associazioni del Sistema Confartigianato che si occupa di negoziare le tariffe di energia elettrica e il gas e che eroga i suoi servizi anche in Abruzzo attraverso l’associazione Chieti L’Aquila – prosegue il presidente – siamo riusciti a definire per il 2021 tariffe fisse che sono la metà di quelle che il mercato propone oggi, ma stante la situazione è chiaro che per il 2022 punteremo con buona probabilità su tariffe indicizzate che seguano gli andamenti della borsa elettrica e che, nel caso di ribasso della stessa, permetteranno conseguentemente l’inversione di tendenza verso il basso delle tariffe dell’energia elettrica. Per le utenze domestiche, abbiamo invece un importante accordo con AIM Energy che prevede un forte sconto rispetto alle tariffe stabilite trimestralmente da Arera, l’Autorità per l’energia e il gas”.

“Siamo però preoccupati anche per le tariffe del gas in quanto anche in questo caso siamo di fronte a una crescita dei costi notevole, dovuta soprattutto al fatto che le riserve di gas degli stati sono molto indietro rispetto alle attese, comportando in questa maniera l’aumento dei costi per il fatto che ci si avvicina all’inverno e ancora non si è coperti. Gas che peraltro incide pesantemente anche sui costi dell’energia elettrica, visto che molte delle nostre centrali funzionano con tale materia prima. Prevediamo quindi mesi pesanti – conclude Angelozzi – ma ci aspettiamo dal legislatore un pronto intervento per il contenimento dei costi che, se non approvato, metterebbe veramente in difficoltà famiglie e imprese”.

In corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze che darà il via all’attuazione finanziaria degli stanziamenti per gli interventi previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e a cui dovranno attenersi tutti i centri di spesa.

In sintesi i numeri chiave del provvedimento sono i seguenti:

  • 256 capitoli di spesa totali tra investimenti e subinvestimenti;
  • 526 tra obiettivi e traguardi (nell’allegato alla decisione UE erano 528) da oggi al 30 giugno 2026 per ottenere i finanziamenti. Per il 2021 se ne contano 51. In questa prima fase, le condizionalità sono prevalentemente legate a step intermedi di riforme che dovrebbero consentire l’avvio del Piano. I traguardi e gli obiettivi sono consultabili nell’Allegato alla Decisione del consiglio di approvazione del PNRR italiano;
  • 191,5 miliardi totali del piano, di cui 124,5 per «nuovi progetti», 51,4 per «progetti in essere» e 15,6 per progetti finanziati con il Fondo sviluppo coesione, sono ripartiti fra 23 amministrazioni centrali.
    Il decreto detta inoltre le modalità informatiche in cui le singole amministrazioni dovranno trasmettere alla Ragioneria generale i dati relativi allo stato di attuazione delle riforme e degli investimenti e il raggiungimento dei connessi traguardi e obiettivi al fine della presentazione delle richieste di pagamento a Bruxelles.

Nella tabella A allegata al decreto, è indicata la ripartizione delle risorse finanziarie assegnate alle singole Amministrazioni titolari degli interventi previsti dal PNRR.

In particolare, tra gli interventi a titolarità del Ministero della transizione ecologica (MITE), vengono stanziati per la proroga e il rafforzamento del Superbonus 110% per l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici 13.950.000.000 euro, di cui 10.255.000.000 euro per i progetti in essere, e 3.695.000.000 euro per nuovi progetti.

Nella tabella B del decreto si spiega come funzionerà il rilascio delle rate di rimborso e anche gli importi delle singole rate semestrali. Alla fine di ogni semestre è prevista la richiesta a Bruxelles di una rata di rimborso che sarà condizionata al raggiungimento di «obiettivi» (target nei regolamenti Ue) o «traguardi» (milestone) per un certo numero di riforme e progetti. Le rate più consistenti saranno quelle dei primi due semestri (24.138 milioni circa) mentre un altro picco sarà al 31 dicembre 2024 con una rata di 21.264 milioni.

LEGGI IL DECRETO

“UNI 7129:2015 Impianti a gas per uso domestico e similare alimentati da rete di distribuzione. Progettazione, installazione e messa in servizio”: è il tema dei seminari digitali promossi da Confartigianato nazionale. I prossimi appuntamenti sono per martedì 21 settembre e per martedì 28 settembre: i temi trattati sono l’nstallazione degli apparecchi di utilizzazione, ventilazione, e aerazione dei locali di installazione e i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione.

Evento riservato alle imprese associate a Confartigianato Imprese e ai loro dipendenti. Per partecipare è necessaria l’iscriversi sulla piattaforma online https://eventi.confartigianato.it:8051/direttastreaming

 

LOCANDINA

Dal 20 settembre le grandi imprese che si trovano in situazione di temporanea difficoltà a causa dell’emergenza Covid potranno presentare richiesta per accedere al Fondo da 400 milioni di euro istituito al Ministero dello Sviluppo economico.

Il ministero ha pubblicato il decreto che definisce i termini e le modalità per accedere alla misura introdotta con l’art.37 del decreto Sostegni.

L’obiettivo è quello di sostenere il rilancio e la continuità dell’attività di imprese che operano sul territorio nazionale e che si trovano anche in amministrazione straordinaria.

Il ministero potrà intervenire, attraverso il Fondo gestito da Invitalia, con la concessione di finanziamenti agevolati che saranno rimborsabili in 5 anni, al fine di garantire continuità alle imprese con un numero pari o superiore a 250 dipendenti e che abbiano un fatturato superiore ai 50 milioni di euro o un bilancio superiore ai 43 milioni.

La concessione del finanziamento agevolato è vincolata alla presentazione di un piano di rilancio dell’impresa, anche al fine di tutelare l’occupazione.

 

Per maggiori informazioni

Un incontro finalizzato a presentare alle imprese aquilane il Consorzio CREA, organismo promosso da Confartigianato Chieti L’Aquila e composto da imprese e professionisti operanti a 360 gradi nei settori legati all’edilizia, il cui obiettivo è quello di fornire una risposta rispetto alle tante opportunità derivanti dal Superbonus 110%. L’appuntamento è per giovedì 9 settembre, alle ore 16:00, nella sede aquilana di Confartigianato, al Nucleo industriale di Bazzano.

Il consorzio ambisce ad essere un punto di riferimento sul territorio: svolgerà, infatti, un ruolo di global service dell’edilizia e potrà essere protagonista per quanto riguarda la partecipazione ad appalti e gare pubbliche.

L’iniziativa è stata animata da Confartigianato Chieti L’Aquila, non solo per fornire una risposta alle esigenze derivanti dal Superbonus, ma anche con la consapevolezza di quanto l’edilizia sia centrale e rappresenti un volano per la ripresa dell’economia nei momenti di crisi come quello attuale.

Grazie ai servizi finanziari e assicurativi e con il rilascio del visto di conformità sulla cessione del credito e sconto in fattura, mettendo a disposizione dei consorziati la possibilità di usufruire della necessaria consulenza tecnico-professionale, il consorzio copre a 360 gradi tutti i passaggi dell’iter necessario per l’accesso al Superbonus e, in generale, dell’iter di aggiudicazione e avanzamento di ogni pratica edile, pubblica o privata.

Le imprese interessate possono aderire al consorzio Crea.

 

 

 

Cambiano le modalità di iscrizione nelle anagrafi antimafia. E’ stato infatti innovato  il quadro normativo antimafia relativamente alla ricostruzione pubblica e privata nell’ambito del Sisma dell’Abruzzo – L’Aquila 2009. Di fatto l’anagrafe 2009 viene cancellata ed unificata con quella del sisma del 2016. Tutti i dettagli sono disponibili QUI. Inoltre, per quanto riguarda la ricostruzione privata, considerando le problematiche derivanti dall’emergenza da Covid-19, è stato deciso di concedere ulteriori 90 giorni di proroga del tempo utile per l’ultimazione dei lavori per tutti i cantieri. In questo caso i dettagli sono illustrati nella CIRCOLARE del Comune dell’Aquila.

Dai traghetti ai viaggi in aereo, dai treni agli autobus a lunga percorrenza, fino al primo giorno sui banchi: per capire cosa cambia in Italia dal 1° settembre 2021 sui trasporti pubblici e a scuola e per comprendere dove è obbligatorio il green pass bisogna fare rifermento alle regole fissate dal decreto legge n. 111 dello scorso 6 agosto. È questo provvedimento del governo Draghi ad aver stretto ulteriormente le maglie. Oltre alle attività per le quali vige già l’obbligo di richiedere la certificazione verde (come palestre e ristoranti al chiuso o nelle mense aziendali), dal 1° settembre si aggiungeranno limitazioni per chi deve viaggiare e per il personale scolastico: il green pass diventerà quindi essenziale.

Cosa cambia per trasporti pubblici, traghetti, treni e aerei.

Cambiano le regole per chi deve viaggiare in Italia o deve rientrare dalle ferie.

Dal 1° settembre il green pass è obbligatorio, dice l’articolo 2 del decreto legge n. 111 del 2021, per viaggiare sugli aerei, sui traghetti e sulle navi che sono in servizio tra regioni diverse (ad eccezione di quelli sullo stretto di Messina), oltre che sui treni, i pullman e gli autobus a lunga percorrenza. Vediamo allora con qualche esempio, i casi concreti e i dubbi più comuni. L’obbligo del green pass vale anche per un aereo che collega due città d’Italia? Sì, come specifica il sito www.viaggiaresicuri.it, dal 1° settembre il green pass è obbligatorio anche per i collegamenti aeri nazionali che viaggiano tra due città d’Italia. Per chi rientra da un paese europeo è obbligatorio il tampone (molecolare o rapido), se non sono ancora passati 14 giorni dal richiamo del vaccino. Il green pass serve per prendere il traghetto verso la Sardegna, la Sicilia, l’Isola d’Elba o Ischia? Come detto, dal 1° settembre il green pass è obbligatorio quando si prende un traghetto che collega due regioni diverse: serve quindi per le navi dirette in Sardegna o che collegano altre regioni con la Sicilia, ad eccezione di quelle sullo Stretto di Messina. Non è necessario per collegamenti all’interno della stessa regione. Dunque il green pass non è obbligatorio per prendere i traghetti diretti all’Isola d’Elba o al Giglio, se si parte da scali della Toscana come Livorno, Piombino o Porto Santo Stefano; allo stesso modo non serve per le navi Napoli-Capri o Napoli-Ischia, visto che ci si muove all’interno della Campania. Cosa si intende per treni a lunga percorrenza: quali sono, anche quelli regionali? Dal 1° settembre serve obbligatoriamente il green pass per viaggiare su un treno a lunga percorrenza in Italia. Ma cosa si intende con la dicitura “a lunga percorrenza”? Il decreto legge del 6 agosto specifica che la certificazione verde è necessaria se ci si sposta su Intercity, Intercity Notte e Alta Velocità, ma non serve per salire sui treni regionali. Green pass per pullman e autobus, in quali casi? Non cambia niente per i trasporti pubblici locali, come bus urbani, tram e metro, su cui non serve il green pass. È obbligatorio invece per gli autobus e i pullman che collegano più di due regioni, con “itinerari, orari, frequenze e prezzi prestabiliti”, dice il decreto. Allo stesso modo la certificazione è richiesta per usare pullman a noleggio con conducente, ad esclusione di quelli “impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale”.

Green pass a scuola

Gli studenti, in particolare quelli con più di 12 anni, per entrare in classe il primo giorno di scuola non dovranno aver fatto per forza il vaccino: il green pass è obbligatorio invece dal 1° settembre e fino al 31 dicembre 2021 per tutto il personale scolastico (materne, elementari, medie e superiori) e delle università, dagli insegnanti ai collaboratori, fino al personale ATA. Nel caso non si abbia la certificazione, non si può andare al lavoro. Dal quinto giorno a casa, l’assenza viene considerata non giustificata e “il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”, specifica l’articolo 1 del decreto n° 111 del 6 agosto 2021. Anche gli studenti universitari dal 1° settembre avranno l’obbligo di mostrare il green pass per frequentare le lezioni, fare gli esami, entrare nelle mense universitarie etc. Ricordiamo che il green pass può essere ottenuto sottoponendosi al vaccino anti-Covid, oppure dimostrando di essere guariti dal coronavirus negli ultimi 6 mesi o ancora essere risultati negativi a un tampone rapido o molecolare nelle ultime 48 ore. L’esenzione dall’obbligo di green pass è prevista per i bambini sotto i 12 anni e per chi non può essere sottoposto al vaccino per comprovati motivi certificati da un medico.

 

La presentazione della domanda di esonero 2021 dal versamento dei contributi (anno bianco autonomi) è prevista a decorrere dal 25 agosto, attraverso distinti modelli resi disponibili a partire da tale data per ogni Gestione INPS (commercianti e artigiani, gestione separata, coltivatori diretti). La presentazione delle domande deve avvenire entro il 30 settembre 2021, come indicato nel messaggio 2761/2021 e nella circolare 124/2021, che ha già fornito le prime istruzioni del caso. Si tratta del beneficio concesso dall’articolo 1, commi da 20 a 22-bis, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, che ha previsto, per l’anno 2021, l’esonero parziale della contribuzione previdenziale e assistenziale (al 100% ma fino a un tetto di 3mila euro) dovuta dai lavoratori autonomi e dai liberi professionisti iscritti alle Gestioni INPS e alle Casse previdenziali professionali autonome. L’esonero deve essere richiesto a un solo ente previdenziale e per una sola forma di previdenza obbligatoria.

È possibile presentare all’INPS l’istanza di esonero contributivo da parte dei soggetti, di seguito riportati, che risultino iscritti:

  • alle Gestioni speciali dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO): Gestioni autonome speciali degli artigiani, dei commercianti, dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri;
  • alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e che dichiarano redditi ai sensi dell’articolo 53, comma 1, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR);
  • alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995, come professionisti e altri operatori sanitari di cui alla legge 11 gennaio 2018, n. 3, già collocati in pensione.

Come fare domanda di esonero INPS 2021

La domanda deve essere presentata utilizzando i consueti canali telematici messi a disposizione per i cittadini e gli intermediari sul sito INPS, tramite Cassetto previdenziale, quindi attraverso i seguenti percorsi:

  • Gestione speciale artigiani e commercianti: “Cassetto previdenziale per Artigiani e Commercianti” > “Esonero contributivo art.1, co 20-22 bis L.178/2020”;
  • Lavoratori iscritti alla Gestione speciale autonoma dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri: “Cassetto lavoratori autonomi Agricoli” > “Comunicazione bidirezionale”;
  • Per i professionisti iscritti alla Gestione separata: “Cassetto Previdenziale Liberi Professionisti” > “Domande Telematiche” > “Esonero contributivo L. 178/2020”.

Le credenziali di accesso ai servizi sono: PIN INPS, sia ordinario sia dispositivo; SPID di livello 2 o superiore; Carta di identità elettronica 3.0 (CIE); Carta nazionale dei servizi (CNS). Nel caso di autonomo iscritto alle Gestioni artigiani ed esercenti attività commerciali che nel 2021 abbia cambiato numero di posizione aziendale all’interno della medesima Gestione con continuità dell’attività economica (per mutamento della provincia), si dovrà presentare l’istanza per ogni posizione aziendale. Dopo aver ricevuto le domande, l’INPS effettua i controlli comunicando all’interessato l’esito della domanda e l’importo dell’esonero spettante utilizzando sempre il Cassetto previdenziale. Se i contributi dovuti nel 2021 sono superiori all’esonero spettante, bisogna versare la differenza entro 30 giorni dalla comunicazione.

Compilazione del modello di domanda

Come detto, dal 25 agosto ogni gestione previdenziale INPS ha messo a disposizione online specifici modelli di domanda (commercianti e artigiani, gestione separata, coltivatori diretti). In sede di compilazione, il possesso dei requisiti va dichiarato dal richiedente sotto propria responsabilità nel modulo di domanda, oltre all’assenza delle situazioni di incompatibilità (assegni di accompagnamento alla pensione erogati dai Fondi di solidarietà; indennizzo per cessazione di attività commerciale; vitalizi erogati dagli enti disciolti ENPAS, Istituto Postelegrafonici e INADEL; rendite facoltative; APE sociale), di regolarità con il versamento della contribuzione previdenziale obbligatoria e di non superamento dell’importo individuale di aiuti concedibili nell’ambito del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”.

Requisiti per esonero INPS

  • Reddito fino a 50mila euro: imponibile dichiarato nella dichiarazione dei redditi Persone Fisiche presentata entro il termine di presentazione dell’istanza di esonero (per coltivatori, coloni e mezzadri, quelli riconducibili alle attività che comportano l’iscrizione alla Gestione)
  • Calo fatturato / corrispettivi 2020 pari ad almeno il 33% (non richiesto agli iscritti 2020 con inizio attività nel medesimo anno); nel caso di attività in più studi professionali o società, il requisito dovrà essere verificato sul codice fiscale dello studio o società nei quali è esercitata in modo prevalente
  • Regolarità contributiva: verificata al primo novembre 2021 sui contributi versati entro il 31 ottobre (si può presentare domanda entro settembre, saldando entro ottobre)
  • Assenza di contratto subordinato (con esclusione del contratto di lavoro intermittente senza diritto all’indennità di disponibilità) o di pensione diretta (tranne assegno ordinario di invalidità e trattamenti analoghi).

N.B: Questi requisiti non sono richiesti nel caso del personale sanitario in quiescenza che ha diritto all’esonero contributivo.

Si inoltra dal 4 ottobre, utilizzando il modello apposito, la domanda per il credito d’imposta sulle spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021 per la sanificazione di ambienti e strumenti e per l’acquisto di DPI atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti nei luoghi di lavoro (compresi i tamponi Covid-19). Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 15 luglio scorso lo riporta assieme alle istruzioni per la compilazione, alle specifiche tecniche per la trasmissione e all’individuazione del bonus fruibile.

Il modello “Comunicazione delle spese per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione” deve infatti essere utilizzato per comunicare l’ammontare delle spese sostenute, al fine di consentire l’individuazione della quota fruibile, in proporzione alle risorse disponibili.

Il bonus Sanificazione Covid nel Sostegni bis

Il decreto Sostegni-bis (articolo 32 del Dl n. 73/2021) ha in pratica riproposto il bonus introdotto dal Dl Rilancio, aggiornandolo alle spese sostenute da giugno ad agosto per l’adeguamento degli ambienti in lavoro in vista della ripresa delle attività produttive.

In particolare:

  • sanificazione ambienti dove si esercita l’attività e strumenti utilizzati;
  • somministrazione tamponi a coloro che prestano opera nell’ambito delle attività;
  • acquisto dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari conformi ai requisiti UE);
  • acquisto detergenti e disinfettanti;
  • acquisto dispositivi di sicurezza (termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti conformi ai requisiti UE, incluse le eventuali spese di installazione);
  • acquisto dispositivi per il distanziamento (barriere e pannelli protettivi, incluse spese di installazione).

I beneficiari sono:

  • esercenti attività d’impresa, arti e professioni;
  • enti non commerciali, compresi enti del Terzo settore e religiosi civilmente riconosciuti;
  • strutture ricettive extra-alberghiere a carattere non imprenditoriale in possesso del codice identificativo di cui all’articolo 13-quater, comma 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34.

Il credito d’imposta al 30% fino a 60mila euro per ciascun beneficiario.

Possono accedere operatori economici, enti non commerciali (compresi enti del terzo settore e religiosi civilmente riconosciuti) e strutture ricettive extra-alberghiere a carattere non imprenditoriale.

Dal 4 ottobre al 4 novembre 2021 i beneficiari o loro intermediari dovranno trasmettere online il modello, disponibile nell’area riservata del sito.

L’istanza può essere trasmessa dal contribuente o da un intermediario, tramite:

  • servizio web nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate;
  • canali telematici dell’Agenzia delle entrate. Un successivo provvedimento, entro il 12 novembre 2021 (scadenza per l’invio dei modelli), indicherà gli importi spettanti in base alle richieste pervenute e ai fondi a disposizione.

Tale credito d’imposta potrà poi essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa in compensazione tramite F24.