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Quattro locali tra gli 11 e i 30 metri quadrati da prendere in affitto nella galleria commerciale di Abruzzo Airport, zona check-in e area arrivi. Entro il 25 settembre, alle 13 sono aperti i termini per la presentazione delle manifestazioni d’interesse da parte di imprese che vorranno essere contattate in seguito per ottenere un contratto di sub-concessione della durata triennale.

Per una corretta formulazione della manifestazione di interesse si potrà svolgere un sopralluogo nello scalo aeroportuale previo appuntamento da definirsi con l’ufficio Commerciale ai seguenti numeri: 085-4324256, 085-4324208.

Per tutte le info clicca qui

Da settembre 2021 ad oggi le micro e piccole imprese italiane hanno pagato per l’energia elettrica 21,1 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Il dato, considerando solo le province di Chieti e L’Aquila, si traduce in centinaia di milioni di euro. Una batosta senza precedenti che rischia di ingigantirsi ulteriormente: se nei prossimi quattro mesi i prezzi dell’elettricità non diminuiranno, i maggiori costi per i piccoli imprenditori saliranno nel 2022 a 42,2 miliardi in più rispetto al 2021. A lanciare l’allarme è Confartigianato Chieti L’Aquila, che analizza l’impatto sulle Mpi della crisi energetica e dell’impennata dei prezzi del gas.

Dalla rilevazione di Confartigianato emerge che, a livello nazionale, gli aumenti del prezzo dell’energia per le piccole aziende con consumi fino a 2000 MWh si traducono in un maggiore costo, tra settembre 2021 e agosto 2022, di 21,1 miliardi di euro rispetto ai dodici mesi precedenti, pari al 5,4% del valore aggiunto creato dalle Mpi.

Nonostante l’Abruzzo, per dimensioni, non sia tra le regioni in cui il boom dei costi dell’elettricità per le Mpi supera il miliardo di euro, l’incremento raggiunge comunque le centinaia di milioni di euro. Sono nove le regioni che superano il miliardo, guidate da Lombardia (4,3 miliardi), Veneto (2,1 miliardi) ed Emilia-Romagna (1,9 miliardi). I settori più colpiti sono quelli di vetro, ceramica, cemento, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentare.

“La questione, anche nel nostro territorio – afferma il presidente di Confartigianato Chieti L’Aquila, Camillo Saraullo – sta letteralmente mettendo in ginocchio le piccole imprese. In Italia la velocità di crescita dei prezzi al consumo dell’energia elettrica è decisamente più elevata rispetto a quanto avviene nell’Unione europea: a luglio 2022, infatti, il prezzo dell’elettricità è cresciuto dell’85,3% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +35,4% della media dell’Eurozona e, in particolare, del +18,1% della Germania e del +8,2% della Francia. La situazione è insostenibile. Tra le nostre aziende si moltiplicano i casi di lockdown energetico e molti imprenditori rischiano la chiusura”.

Secondo l’associazione “servono interventi immediati e altrettanto rapide riforme strutturali per riportare i prezzi dell’energia sotto controllo e scongiurare un’ecatombe di imprese e una crisi senza precedenti. Vanno subito confermate e potenziate le misure già attuate da questo Esecutivo: azzeramento degli oneri generali di sistema per luce e gas, proroga del credito d’imposta sui costi di elettricità e gas per le imprese non energivore e non gasivore. Inoltre va fissato un tetto europeo al prezzo del gas e va recuperato il gettito calcolato sugli extraprofitti, per non aggravare la situazione del bilancio pubblico, e serve un gesto di responsabilità e solidarietà delle imprese energetiche a salvaguardia dell’intero sistema produttivo nazionale. Vanno anche sostenuti gli investimenti in energie rinnovabili e nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento – osserva Saraullo – in particolare per creare Comunità Energetiche e per incrementare l’autoproduzione”.

Tra gli interventi sollecitati da Confartigianato anche la riforma della tassazione dell’energia che oggi tocca il 51% della bolletta e che penalizza con maggiori oneri proprio le piccole imprese che consumano meno, in barba al principio ‘chi inquina paga’.

Sabato 27 agosto, alle ore 12 su Rai1, è ripartito il grand tour di ‘Linea Verde Start’ nell’Italia del valore artigiano.

La nuova edizione del programma, realizzato da Rai1 in esclusiva con Confartigianato e condotto da Federico Quaranta, si snoderà in 10 puntate che toccheranno altrettante regioni per mostrare talenti ed eccellenze degli imprenditori protagonisti e artefici delle peculiarità produttive del made in Italy.

Prima tappa in Emilia Romagna, per rivedere le storie d’impresa immerse in un territorio estremamente fertile di tradizione e di innovazione.

Dai mosaici alla ceramica, dalla produzione di droni fino alle stampe a mano su tessuto: in Emilia Romagna le imprese a valore artigiano conservano il pregio e l’unicità dell’antico patrimonio manifatturiero ma si affermano anche in settori tecnologicamente evoluti.

Si continua sabato 3 settembre con la puntata dedicata all’Abruzzo, mentre il 10 settembre sarà la volta della Calabria. Il 17 settembre Linea Verde Start farà tappa in Friuli Venezia Giulia e sabato 24 settembre l’appuntamento sarà con la Sicilia.

Il viaggio di ‘Linea Verde Start’ proseguirà poi da novembre fino a gennaio 2023 con altre puntate che esploreranno regioni nelle quali il valore artigiano guida l’evoluzione di competenze tipiche del territorio a contemporanee attività d’impresa che conquistano i consumatori di tutto il mondo.

“In ogni territorio – spiega il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – facciamo conoscere al pubblico televisivo i prodotti ‘a valore artigiano’, tanti, diversi tra loro, ma tutti belli, ben fatti, sostenibili, frutto di passione, creatività, tradizioni e grandi innovazioni. Scopriamo insieme perché l’Italia è il Paese più bello del mondo. Anche perché è fatto di milioni di artigiani e di piccoli imprenditori, innamorati del loro lavoro, della loro terra, profondamente radicati nelle comunità e, contemporaneamente, capaci di affermarsi sui mercati internazionazionali. Confartigianato è da sempre al loro fianco, orgogliosa di rappresentarli anche in questa esclusiva collaborazione con Rai 1, e di costruire, insieme a loro, un pezzo del futuro dell’Italia”.

Confartigianato Trasporti informa che l’Agenzia delle Dogane e Monopoli ha pubblicato sul proprio sito una seconda serie di FAQ inerenti la compilazione della domanda per la fruizione del credito di imposta del 28% dedicato alle imprese di autotrasporto merci conto terzi, con veicoli di massa complessiva pari o superiore a 7,5 ton e di categoria euro 5 e superiore, oggetto del Decreto direttoriale MIMS n. 324 del 29/07/2022.

Tali FAQ chiariscono ulteriormente, in maniera più dettagliata, alcuni aspetti relativi alla presentazione dell’istanza, ad esempio chi ha diritto all’agevolazione, oppure le procedure di autenticazione nonché la procedura per la compilazione dei file.

Agenzie delle Dogane e Monopoli – FAQ Ristoro Gasolio n. 2

Il Ministero dello Sviluppo economico ha lanciato Nutrinform Battery, l’app gratuita con l’innovativo e intuitivo sistema per l’etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari preimballati. L’Italia scende così in campo nel dibattito comunitario per l’adozione di un sistema di etichettatura unico in tutta Europa. Attualmente, sette stati membri adottano il Nutriscore, il sistema messo a punto dalla Francia. L’Italia è al lavoro da quasi due anni, con i ministeri dello Sviluppo economico, della Salute e delle Politiche agricole e forestali, enti, centri di ricerca e associazioni, per mettere a punto un sistema armonizzato che sia più efficace per le aziende e più semplice da interpretare per i consumatori.

Il sistema italiano NutrInform Battery, secondo le informazioni del Ministero, “contiene i dati nutrizionali di tutti i prodotti alimentari preimballati presenti sul mercato, esclusi i prodotti DOP e IGP. Grazie all’inquadratura del codice EAN di ciascun prodotto, l’app rivela in tempo reale ed in modo chiaro e trasparente la relativa batteria riferita alle informazioni nutrizionali di ciascun alimento con riferimento alla porzione di prodotto suggerita dai nutrizionisti”.

Le percentuali calcolate sul fabbisogno medio di un adulto, 2mila kcal al giorno, per cui è stato fissato il limite massimo di assunzione di energia, acidi grassi totali e saturi, zuccheri e sale, espressi sia in grammi sia in percentuale di riempimento di cinque batterie. In questo modo, sommando le diverse percentuali, i consumatori possono conoscere la quantità di calorie e nutrienti consumati nel corso della giornata. La grafica estremamente intuitiva, inoltre, permette di comprendere immediatamente quale sia la giusta porzione di un determinato alimento per una dieta sana e bilanciata.

Il NutrInform Battery è un sistema più chiaro ed immediato rispetto a quello francese ma, soprattutto, capace di descrivere al meglio i valori nutrizionali dei prodotti alimentari italiani che, troppo spesso, vengono definiti non salutari dall’altro sistema. Parmigiano, prosciutto, olio e tanti altri prodotti della nostra tradizione, infatti, vengono penalizzati dal Nutriscore transalpino e che, a breve, potrebbe diventare il sistema utilizzato da tutta l’Unione europea.

L’Italia ha lanciato la sfida alla Francia per tutelare le imprese italiane e per aiutare i consumatori a scegliere prodotti alimentari sani e in grado di soddisfare il fabbisogno giornaliero di calorie.

Un Manifesto con le proposte per costruire un’Italia a misura di 4,4 milioni di artigiani e piccole imprese che danno lavoro a 10,8 milioni di addetti. Lo ha inviato Confartigianato a tutte le forze politiche per sollecitare un impegno concreto a rimuovere gli ostacoli che bloccano gli imprenditori e a creare le condizioni per la ripresa economica.

“A chi si candida a guidare il Paese – sottolinea il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – chiediamo un patto di fiducia per realizzare, davvero, le riforme irrinunciabili per lo sviluppo. Chiediamo di porre l’artigianato e le micro e piccole imprese, che rappresentano il 99,4% del tessuto produttivo e danno lavoro al 64% degli occupati, al centro degli interventi per rilanciare la competitività e di ri-orientare l’attenzione su coloro che hanno dimostrato di saper creare occupazione, benessere economico, coesione sociale”.

Nell’agenda delle priorità indicata da Confartigianato spicca la richiesta di un fisco semplice e leggero, visto che oggi cittadini e imprenditori pagano 32,8 miliardi di maggiori tasse rispetto alla media dell’Eurozona.

Da riformare all’insegna dell’efficienza anche la macchina burocratica, poiché – sottolinea Confartigianato – oggi l’Italia è al 24° posto nell’Ue per la qualità dei servizi pubblici e soltanto il 28% delle amministrazioni locali gestisce completamente pratiche on line.

‘Lavoro di qualità’ è un altro dei punti del Manifesto con il quale Confartigianato dice no al salario minimo legale e sì al lavoro di cittadinanza, chiede di ridurre il cuneo fiscale e contributivo sul lavoro, che in Italia pesa il 46,5%, contro una media Ue del 41,7%, e di potenziare la formazione tecnica e professionale e l’apprendistato per agevolare il reperimento di manodopera qualificata da parte delle imprese.

Per sostenere la competitività delle Pmi, Confartigianato sollecita anche la riduzione dei costi di elettricità e gas, aumentati del 108% nell’ultimo anno, fissando un tetto europeo al prezzo del gas, attuando una riforma strutturale della bolletta che escluda gli oneri di sistema impropri pagati dai piccoli imprenditori e sostenendo gli investimenti in energie rinnovabili, in particolare per la creazione di Comunità Energetiche e per iniziative di autoproduzione.

Sul fronte della sostenibilità ambientale, una delle richieste prioritarie riguarda il mantenimento degli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici, sciogliendo rapidamente il grave problema dei 5,2 miliardi di crediti fiscali incagliati legati ai bonus edilizia. Si tratta di una situazione che mette a rischio la sopravvivenza delle aziende di costruzioni e di 47mila posti di lavoro.

Il Manifesto di Confartigianato punta poi sull’accesso al credito, affinchè sia assicurato sostegno al Fondo di garanzia per le Pmi e a sistemi di garanzia misti pubblico-privati, con una dotazione finanziaria adeguata alle esigenze degli imprenditori in questa difficile e mutevole contingenza economica.

Proseguire spediti nell’attuazione del Pnrr è un’altra sollecitazione di Confartigianato che chiede, però, di farlo con la piena inclusione delle micro e piccole imprese, favorendo, da parte dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali, progetti e bandi improntati alla facile accessibilità.

Altrettanto inclusive e accessibili per le piccole imprese dovranno essere le transizioni green e digitale: in proposito Confartigianato chiede incentivi semplici e stabili per favorire l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione e l’internazionalizzazione delle Pmi.

 Leggi il documento ‘Costruiamo insieme il futuro del Paese’
 Scarica il manifesto con le proposte di Confartigianato

Con lo scadere dell’arco temporale entro il quale è stato possibile presentare domanda di ammissione alle agevolazioni del Fondo di Garanzia per le PMI con riferimento alle misure emergenziali, per le operazioni presentate o completate dal 24 giugno e deliberate dal 1° luglio al 31 dicembre 2022, si applicano le disposizioni ordinarie previste dalla Legge di Bilancio 2022.

Per i prestiti alle imprese coperti dal Fondo di Garanzia PMI e per le richieste di liquidità legate al caro prezzi, il DL Energia aveva esteso la gratuità del Fondo ma solo fino al 23 giugno. Dal 1° luglio è inoltre subentra la valutazione delle condizioni di ammissibilità per i finanziamenti fino a 5 milioni.

In particolare, si applicano le seguenti disposizioni:

  • importo massimo garantito per ogni impresa pari a 5 milioni di euro;
  • ricorso al modello di valutazione d’impresa del Fondo, a dati economico-finanziari e dati andamentali;
  • ammissibilità per le imprese che rientrano nella fascia 5 del modello di valutazione.

La copertura, per il secondo semestre del 2022, è la seguente:

  • garanzia diretta e riassicurazione all’80% su garanzia dei confidi fino all’80% del finanziamento, per investimento e liquidità erogata alle imprese in fasce 3, 4 e 5 del modello;
  • garanzia diretta e riassicurazione al 60% per liquidità alle imprese in fascia 1 e 2 del modello (nel caso della riassicurazione, è il valore massimo che può assumere il prodotto tra copertura del Fondo e quella del soggetto garante, che comunque non può superare l’80% del finanziamento).

La misura della controgaranzia è al 100% se il soggetto garante è autorizzato ai sensi della parte XIV delle Disposizioni operative del Fondo, oppure è pari alla riassicurazione se non rientra in tale fattispecie. In pratica, da luglio a dicembre l’importo massimo garantito per ogni impresa è pari a 5 milioni di euro e la garanzia è concessa previa applicazione del modello di valutazione stabilito dal MiSE ai fini delle condizioni di ammissibilità. Inoltre, le operazioni concesse per esigenze diverse dal sostegno agli investimenti, per le fasce 1 e 2 del modello, sono garantite solo fino al 60%. Per il dettaglio delle misure in vigore dal 1° luglio 2022, si può consultare la Circolare n. 4/2022. Diverso il caso delle PMI che si rivolgono al Fondo per garanzie sui finanziamenti (concessi dopo il 18 maggio e fino al 31 dicembre 2022) volti alla realizzazione di obiettivi di efficientamento o diversificazione della produzione o dei consumi energetici. In questo caso, la garanzia può arrivare al 90%. Si tratta di una misura di sostegno alle imprese italiane colpite dalla crisi ucraina, con regime agevolativo approvato nell’ambito del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato adottato dalla Commissione UE lo scorso marzo, con riferimento al decreto Aiuti (articoli 15 e 16 del DL 50/2022, convertito nella Legge 91/2022).

Per maggiori informazioni e per poter richiedere l’accesso ai benefici del Fondo di Garanzia è possibile rivolgersi agli uffici di Creditfidi e di Confartigianato Imprese Chieti L’Aquila sul territorio oppure scrivere una mail a: info@creditfidi.it.

Confartigianato chiede al Ministero del Lavoro di rinviare l’entrata in vigore delle nuove norme in materia di lavoro previste nel Decreto legislativo trasparenza. Il provvedimento, che recepisce in Italia la direttiva Ue 2019/1152, impone agli imprenditori pesanti oneri informativi sui contenuti e le condizioni del contratto di lavoro da fornire ai dipendenti, ma soprattutto viene meno la possibilità, prevista dalle norme vigenti, di fornire alcune informazioni ai lavoratori facendo riferimento al contratto collettivo applicato.

Secondo Confartigianato si tratta di un passo indietro nel processo di semplificazione e si tradisce lo spirito della direttiva europea, introducendo una serie di complicazioni burocratiche non richieste dalla Ue.

Per di più tutto questo carico di adempimenti arriva in pieno agosto sulle spalle delle aziende, visto che il Decreto è in vigore dal 13 agosto per le nuove assunzioni, trovando altresì applicazione anche ai contratti già in corso al 1° agosto.

Oltre ad un termine più ampio per adeguarsi al decreto e a maggiori indicazioni sugli aspetti operativi della nuova disciplina, Confartigianato chiede al Ministero di ridurre l’impatto dei nuovi oneri a carico delle piccole impreseripristinando la possibilità di rinviare al contratto collettivo il reperimento delle informazioni riguardanti tutti gli aspetti del rapporto di lavoro che sono regolati proprio dalla contrattazione collettiva.

In altre parole, per la Confederazione l’attuazione della direttiva non dovrebbe provocare l’introduzione di nuovi oneri per le imprese, poiché la trasparenza delle informazioni ai lavoratori può essere garantita con il richiamo alle disposizioni di legge e contrattuali.

Il Governo ha approvato il Decreto Aiuti bis da circa 15 miliardi. Nel provvedimento ci sono la detassazione sul lavoro dipendente e la rivalutazione delle pensioni; il bonus 200 euro è stato esteso a categorie che erano rimaste escluse e viene garantito alle Partite IVA l’importo dei 200 euro grazie a un rifinanziamento del Fondo dedicato. Ci sono poi le attese proroghe degli sconti su benzina e bollette. Vediamo in dettaglio.

Detassazione lavoro dipendente al 2%.

Taglio del cuneo fiscale dell’1,2% per i dipendenti con reddito fino a 35mila euro, sui periodi di paga dal 1° luglio al 31 dicembre 2022, inclusa la tredicesima. In pratica, alla platea di lavoratori dipendenti già beneficiari del bonus 200 euro di luglio, viene riconosciuto un ulteriore sconto sulle tasse in busta paga per il secondo semestre dell’anno che sale così dal precedente 0,8% ad un totale di 2% da luglio a dicembre. Per i lavoratori è previsto anche un incremento delle risorse per il Welfare aziendale: sale a 600 euro la soglia esentasse, nella quale possono rientrare anche i contributi contro il carobollette.

Aumento pensioni del 2,2%.

Anticipati a partire dal primo ottobre, sia un conguaglio dello 0,2% dell’assegno pensionistico sia la rivalutazione del 2% (tredicesima compresa) rispetto a quella che era già prevista per il 2023. Viene riconosciuto agli assegni fino a 2.692 euro (redditi fino a 35mila euro). Quindi, in pratica, l’aumento della pensione parte da ottobre nella misura del 2,2% mentre poi, dal primo gennaio 2023, scatterà la restante parte di indicizzazione già prevista.

Bonus 200 euro: ok ad esclusi e Partite IVA.

Viene riconosciuto a categorie di lavoratori precari e dipendenti esclusi dal primo decreto Aiuti: stagionali, cassintegrati a zero ore, collaboratori sportivi. Su questo fronte, c’è anche un rifinanziamento da 100 milioni per portare da 500 a 600 milioni il fondo per il bonus anti-inflazione dei lavoratori autonomi, ancora in attesa del DM attuativo, così da garantire loro una somma una tantum da 200 euro.

Sconti benzina e bollette.

Per le bollette, proroga degli sconti che derivano dall’abbattimento degli oneri di sistema esteso al quarto trimestre, così come l’IVA al 5% e gli oneri sul gas ed anche il Bonus Sociale per nuclei con ISEE fino a 12mila euro: in tutti i casi la proroga è al 31 dicembre. Per tutelare i clienti, infine, sono sospese le modifiche unilaterali dei contratti di fornitura di elettricità e gas. Sconto benzina con proroga fino al 20 settembre. Infine, la proroga del credito d’imposta per le imprese sono estese al terzo trimestre con le stesse percentuali finora applicate. Per gli agricoltori si estende al terzo trimestre il bonus al 20% sui costi per il gasolio deai mezzi agricoli.

Altre misure.

Si stanziano risorse a favore delle imprese agricole colpite dalla siccità, si accelerano gli affidamenti del servizio idrico integrato e si consente alla Protezione civile di chiedere lo stato di emergenza. In tema di investimenti, sono introdotte norme per imprese operanti in settori strategici o di interesse pubblico (Alitalia, ILVA, 3-I) e si rifinanzia con 1,3 miliardi il Fondo contro il caro-materiali per le opere che rientrano nel PNRR e per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Sono anche rifinanziati: i Contratti di sviluppo, (anche per la tutela ambientale) gli IPCEI (Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo) e il Fondo Turismo. Altre misure attese nel decreto: rifinanziamento del Bonus Trasporti, del Bonus Psicologo ed istituzione della figura del Docente esperto che riceverà un premio annuale di 5.640 euro.