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La norma del Dl ‘Taglia prezzi’, approvato ieri dal Senato, che introduce l’obbligo per le imprese di possedere un’attestazione SOA per operare nel mercato dei bonus edilizi, ha riportato nell’incertezza cittadini e imprese che ora si trovano in una giungla normativa nella quale hanno difficoltà a districarsi”. Lo sottolineano Confartigianato, Cna e Casartigiani che aggiungono: “Come era prevedibile, il solo annuncio dell’approvazione della norma ha nuovamente bloccato il mercato, dopo le ultime disposizioni che cercano di riattivare le cessioni dei crediti e hanno facilitato l’accesso al beneficio sino al 31 dicembre 2022 per le unità abitative unifamiliari. E’ iniziata la corsa alla ricerca di imprese in possesso di una qualunque delle attestazioni SOA che, peraltro, non rappresenta garanzia assoluta di qualificazione di un’impresa”.

“Forse – aggiungono – l’intenzione non dichiarata di chi ha promosso la norma è quella di introdurre una barriera di accesso alle opere di valore più elevato in favore di un piccolo numero di imprese certificate SOA (complessivamente 23.000, di cui solo circa 17.000 per le categorie interessate), a scapito delle quasi 500.000 imprese operanti nel comparto delle costruzioni, che costituiscono la vera ossatura del settore e rappresentano la prima risposta alle istanze dei cittadini. Il risultato ottenuto è l’ennesimo stop ad una misura che evidentemente è stata messa sul percorso del declino. Peccato!”.

Confartigianato, Cna e Casartigiani ribadiscono che “questa non è la strada giusta né per contrastare il fenomeno delle frodi né per raggiungere gli obiettivi di riqualificazione del patrimonio edilizio in un’ottica green. Servirebbe, piuttosto, una legge – da tempo attesa dal settore – che riconosca il profilo professionale ed i requisiti delle imprese edili senza imitare, senza ragione, negli appalti privati gli istituti tipici del settore pubblico”.

Quasi ottomila imprese riconducibili a mestieri sotto pressione per concorrenza sleale dell’abusivismo nelle province di Chieti e L’Aquila. Di queste, circa 6.500 sono attività artigiane. Decine di migliaia i “fantasmi” che si aggirano sul territorio, ben 76mila se si considera l’intero Abruzzo: sono i lavoratori irregolari e gli operatori abusivi che popolano il sommerso, mondo parallelo che vale decine di milioni di euro. Un mondo in cui non esistono regole e che produce danni ingenti alle imprese, alla sicurezza dei consumatori, alle casse dello Stato. Questi i dati elaborati dal Centro studi di Confartigianato Imprese Chieti L’Aquila, in occasione del lancio della campagna dal titolo “Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani”, promossa dalla Confederazione nazionale.

Tre gli obiettivi dell’iniziativa: mettere in guardia i consumatori dal rischio di cadere nelle mani di operatori improvvisati, valorizzare qualità, durata, rispetto delle norme, convenienza e sicurezza del lavoro dei veri artigiani, richiamare le Autorità ad un’azione di controllo e repressione e di contrasto all’evasione fiscale e contributiva.

Il sommerso minaccia principalmente le attività di piccoli imprenditori. Quelle maggiormente esposte alla concorrenza sleale ad opera di 26mila operatori che si spacciano per imprenditori, ma che di regolare non hanno nulla, in Abruzzo sono 15.102: 4.191 in provincia di Chieti, 3.611 in provincia dell’Aquila, 3.672 in provincia di Pescara e 3.628 in provincia di Teramo. Del totale, 12.412 sono attività artigiane (3.468 nel Chietino, 2.978 nell’Aquilano, 2.915 nel Pescarese e 3.051 nel Teramano).

In regione è irregolare il 16,4% dei soggetti che svolgono attività indipendente (14,4% in Italia). Oltre alle stime sul lavoro indipendente, significativo anche il tasso di irregolarità totale, che è al 14,2% (12,6 in Italia), dato che colloca l’Abruzzo all’ottavo posto della classifica nazionale. In particolare, i rischi maggiori di infiltrazione abusiva li corrono le imprese artigiane operanti nei settori dell’edilizia, dell’acconciatura ed estetica, dell’autoriparazione, dell’impiantistica, della riparazione di beni personali e per la casa, del trasporto taxi, della cura del verde, della comunicazione, dei traslochi.

Rilanciando la campagna nazionale, a cui l’associazione territoriale ha subito aderito, il direttore generale di Confartigianato Chieti L’Aquila, Daniele Giangiulli, auspica che vi sia “tolleranza zero per un fenomeno che sottrae lavoro e reddito ai piccoli imprenditori e risorse finanziarie allo Stato, oltre a minacciare la sicurezza e la salute dei consumatori. Invitiamo gli operatori a segnalare, anche in modo anonimo, eventuali situazioni di abusivismo alla nostra associazione, che poi – conclude il direttore – provvederà, nel rispetto della privacy, ad inoltrare il tutto alle autorità competenti. Per farlo è possibile scrivere a info@confartigianato.ch.it”.  

 

CONSULTA I DATI

Anaepa Confartigianato Edilizia, Cna Costruzioni, Fiae Casartigiani, Claai e i Sindacati di categoria FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, hanno firmato l’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dell’area Edilizia, comparto artigiano, che sarà in vigore fino al 30 settembre 2024.

Il rinnovo del contratto interessa una platea di 506 mila dipendenti in 126 mila imprese con dipendenti del settore dell’edilizia, che rappresentano oltre un terzo (36,1%) delle imprese attive, e prevede un incremento a regime, al primo livello di 92 euro lordi sui minimi tabellari con le seguenti tranches: 52 euro nel mese di maggio 2022 e 40 euro a luglio del 2023.

L’accordo sottoscritto il 4 maggio interviene in una fase di ripresa post-pandemia, che ha fatto registrare nel 2021 un aumento del valore aggiunto del 13,6% rispetto ai livelli del 2019. Il comparto mantiene un andamento positivo anche nella prima parte di quest’anno: nei primi due mesi del 2022 la produzione delle costruzioni registra in Italia un aumento del 18,8% su base annua, più intenso del +7,0% dell’Eurozona.

In questo contesto la sottoscrizione del contratto nazionale fa leva su alcuni punti che caratterizzano le specificità del mondo artigiano per aumentare il livello di competitività e di qualificazione del settore per rafforzare la salute e la sicurezza dei lavoratori e la qualità del lavoro, in un contesto di mercato particolarmente complesso, in cui la ripresa del settore deve comunque far i conti con molte variabili critiche che vanno dall’aumento del costo dell’energia e dei carburanti alla difficoltà di reperire materie, attrezzature e manodopera specializzata.

Per questo, i punti cardine del nuovo CCNL muovono nella direzione della qualificazione delle imprese, attraverso il riconoscimento delle professionalità degli addetti, il ricorso alla formazione, il rafforzamento della figura dell’imprenditore, della sicurezza e della formazione dei lavoratori, con l’istituzione dell’innovativa figura del “Mastro formatore artigiano”, che riconosce e valorizza la competenza e la professionalità acquisita dallo stesso in cantiere negli anni, unita ad un sistema premiale per le imprese virtuose che contribuiscono alla riduzione del fenomeno del sotto inquadramento dei lavoratori, in una logica di contrasto al dumping.

L’accordo prevede anche una più adeguata caratterizzazione dell’elemento variabile della retribuzione centrato anche sull’andamento aziendale, attraverso un innovativo sistema contrattuale di riforma dello strumento in una logica di riduzione del cuneo fiscale.

Vanno nella direzione di valorizzare le specificità della piccola e media impresa anche le previsioni contrattuali che adattano il regime di orario di lavoro alle esigenze temporanee dell’impresa, previa comunicazione ed eventuale confronto con il sindacato, soprattutto nelle tipologie di lavorazioni tipiche del settore, quali lavori nei centri storici delle città ed interventi di riqualificazione e manutenzione di edifici situati in aree con restrizione di accesso.

Scarica il verbale di accordo.

 

Dopo il picco straordinario raggiunto a marzo, nel mese di aprile i prezzi all’ingrosso di energia e gas hanno visto una discesa del 20% circa, portandosi a livelli più vicini a quelli di inizio anno. Per il prossimo futuro il quadro generale risulta ancora fortemente condizionato dagli sviluppi della crisi russo-ucraina e le quotazioni “forward” purtroppo non lasciano intravedere significative diminuzioni dei prezzi futuri. In questo momento, lo sviluppo delle vicende geopolitiche sarà determinante per definire l’effettivo scenario.

In questo contesto, in cui tutti subiscono pesanti aumenti dei costi energetici, il Governo ha annunciato alcune misure volte a contenere parzialmente l’impatto per le imprese e le famiglie:

  • estensione al terzo trimestre 2022 del bonus sociale energia elettrica e gas;
  • aumento dal 20 al 25% del credito di imposta riconosciuto alle imprese (sia “gasivore” che non) per l’acquisto di gas naturale nel secondo trimestre 2022;
  • aumento dal 12 al 15% del credito d’imposta riconosciuto alle imprese dotate di contatori di potenza disponibile pari a superiore a 16,5 kW, diverse da quelle a “energivore”, per l’acquisto di energia elettrica nel secondo trimestre 2022;
  • la possibilità – per le imprese “gasivore” – di usufruire di un credito di imposta del 10% per l’acquisto di gas naturale anche nel primo trimestre 2022;

Nulla cambia, invece, per le imprese “energivore” a cui è riconosciuto un credito di imposta del 25% per l’acquisto di energia elettrica nel secondo trimestre 2022.

SCOPRI COME RISPARMIARE

Nonostante l’aumento dei prezzi, Confartigianato continua a garantire le tariffe più basse disponibili sul mercato. Le imprese possono richiedere, senza impegno, una consulenza del tutto gratuita: a partire dall’ultima bolletta sarà possibile individuare il fornitore più conveniente in base alle esigenze e alla tipologia di consumo e stimare il risparmio annuo sia in termini assoluti sia in percentuale. I risparmi annui possono arrivare anche a diverse migliaia di euro.

Confartigianato ha infatti costituito il C.A.E.M., primo consorzio italiano di aziende artigiane per l’acquisto di energia elettrica e gas alle migliori condizioni di mercato ed è sorto proprio con l’obiettivo di cogliere le opportunità offerte dalla liberalizzazione dei servizi di pubblica utilità.

Il consorzio lavora costantemente per individuare i fornitori di energia elettrica e di gas, capaci di rispondere nel modo migliore e con le condizioni più vantaggiose ai bisogni delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese. E’ il Caem, infatti, si occupa delle trattative, che molto spesso richiedono tempi lunghi, consentendo così alle imprese di poter usufruire delle tariffe migliori senza nessuno sforzo. Grazie al fatto che il prezzo dell’energia elettrica e del gas non sono più imposti in un regime di monopolio, ma sono frutto di una contrattazione tra le parti, il consorzio assicura un continuo monitoraggio del mercato e opera con i principali fornitori a livello nazionale.

Per aiutare l’imprenditore gestire nel migliore dei modi il consumo di energia elettrica e gas, inoltre, è stato predisposto un semplice ed utile strumento che aiuta a controllare periodicamente i consumi dell’azienda.

Per l’analisi gratuita dei consumi e per stimare il risparmio annuo o per qualsiasi informazione

Alessandro Iezzi

tel: 0871.330270

Email: energia@confartigianato.ch.it

 

Mettere in guardia i cittadini dal rischio di cadere nelle mani di operatori “improvvisati”; valorizzare la qualità, la durevolezza nel tempo dell’opera, il rispetto delle norme ambientali, la convenienza e la sicurezza del lavoro “a regola d’arte” e richiamare le Autorità ad un’azione di controllo e repressione del fenomeno e di contrasto all’evasione fiscale e contributiva. Questi gli obiettivi della campagna contro l’abusivismo dal titolo “Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani!” lanciata da Confartigianato.

In Italia, secondo le stime, sono 3,2 milioni i pericolosi ‘fantasmi’: sono i lavoratori irregolari e gli operatori abusivi che popolano il sommerso, quel mondo parallelo che ‘vale’ 202,9 miliardi di euro e rappresenta l’11,3% del Pil e il 12,6% del valore aggiunto, in cui non esistono regole e che produce danni ingenti alle imprese, alla sicurezza dei consumatori, alle casse dello Stato.

Si è scelto di utilizzare come veicolo il fumetto, strumento intuitivo e di impatto realizzato da Matteo Perilli, un giovane artista romano. Lo stile grottesco è funzionale ad evidenziare gli aspetti non professionali e sconvenienti per il cliente.

Le sceneggiature sono state costruite con la collaborazione dei Presidenti nazionali dei settori coinvolti che sono quelli maggiormente colpiti dal fenomeno: Trasporti (tassista e traslocatore), Impianti (idraulico ed elettricista), Comunicazione (fotografo e videoperatore), Imprese del verde (potatore e giardiniere), Edilizia (muratore e pittore/cappottista), Autoriparazione (meccanico e gommista), Benessere (acconciatore ed estetista).

SCARICA IL FUMETTO

Il Consiglio dei Ministri ha approvato due decreti-legge, uno in materia di accise e IVA sui carburanti (già in vigore e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale), l’altro in materia di energia e investimenti per le imprese, in attesa di pubblicazione.

Il DL energia e investimenti (del quale è attualmente disponibile una prima bozza incompleta) è un provvedimento corposo che interviene, tra l’altro, in materia di: energia, misure a sostegno della liquidità delle imprese e dell’attrazione degli investimenti, lavoro con misure per lavoratori e pensionati contro l’inflazione.

Il testo recepisce alcune importanti richieste confederali:

  • superbonus: proroga al 30 settembre 2022 della realizzazione di almeno il 30% dell’intervento complessivo sulle unità immobiliari unifamiliari affinché i costi sostenuti entro il 31 dicembre 2022 possano beneficiare della misura (art. 14). Per sbloccare il mercato dei bonus edilizi, durante l’iter di conversione in legge del provvedimento, occorrerà prevedere la possibilità di effettuare la cessione da parte delle banche ai propri correntisti senza dover attendere l’esaurimento del numero delle cessioni ammesse;
  • incremento dal 20% al 25% del credito d’imposta per l’acquisto di gas riconosciuto per il secondo trimestre 2022 alle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas (art. 2, comma 1);
  • incremento dal 12% al 15% del credito d’imposta per l’acquisto di energia riconosciuto per il secondo trimestre 2022 alle imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica (art. 2, comma 3);
  • riconoscimento di un credito d’imposta per gli autotrasportatori nella misura del 28% della spesa sostenuta nel primo trimestre dell’anno 2022 per l’acquisto del gasolio utilizzato in veicoli di peso superiore a 7,5 tonnellate, di categoria euro 5 o superiore (art. 3).

Tra le altre misure positive per le imprese si segnalano:

  • l’incremento per il 2022 del credito d’imposta transizione 0, in continuità con il beneficio previsto per il 2021, che consente alle imprese di continuare a investire in tecnologia, rafforzando la capacità del nostro sistema produttivo di competere sui mercati internazionali (art. 20);
  • l’incremento delle aliquote per il credito d’imposta formazione 4.0, di cui alla legge n. 160/2019, e relativo alle spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze tecnologiche, che sono aumentate dal 50 al 70% per le piccole imprese e dal 40 al 50% per le medie imprese (art. 21);
  • il potenziamento del sistema delle garanzie pubbliche sia con riferimento a SACE sia al Fondo centrale di garanzia e la costituzione di un fondo di 200 milioni per il sostegno alle imprese danneggiate dalla crisi ucraina (artt. 15- 18);
  • nuove risorse per fronteggiare l’aumento dei prezzi negli appalti pubblici. Per consentire la prosecuzione della realizzazione delle opere pubbliche e stimolare la partecipazione alle nuove gare, si introducono misure per fronteggiare il caro-materiali e l’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia. Sono stanziati complessivamente 3 miliardi di euro per il 2022, 2,55 miliardi per il 2023 e 1,5 miliardi dal 2024 al 2026 (art. 25).

Si segnala, inoltre, la misura del cosiddetto “bonus anti inflazione” che – secondo quanto riportato nel comunicato stampa del Governo – dovrebbe prevedere il riconoscimento di un assegno per lavoratori e pensionati con reddito inferiore a 35.000 euro, al fine di contribuire alle difficoltà connesse al caro prezzi. La Confederazione si è attivata per chiedere che la misura sia estesa anche ai lavoratori autonomi. Nel testo del provvedimento attualmente disponibile non sono tuttavia descritti i dettagli della misura (artt. 30 e 31).

La Commissione Europea ha pubblicato il bando per il Premio europeo per le donne innovatrici 2022, che si rivolge a tutte le donne imprenditrici e innovatrici che sono state capaci di creare un impatto rilevante sull’ecosistema dell’innovazione, trasformando le loro idee in prodotti e/o servizi nuovi e avanzati a beneficio dei cittadini europei.

Lo scopo di questo premio è quello di aumentare la consapevolezza pubblica sul potenziale, l’importanza e il contributo delle donne all’ecosistema dell’innovazione e per creare degli esempi capaci di ispirare altre donne a diventare esse stesse innovatrici.

I premi previsti sono:

  • 100.000 euro per le prime 3 donne classificate per la categoria principale “Women Innovators”;
  • 50.000 euro per 3 donne under 35 (al momento della candidatura) che si aggiudicheranno il premio speciale “Rising Innovators”.

Le candidature saranno valutate e classificate in base ai seguenti criteri:

  • breakthrough innovation: l’azienda fondata o co-fondata dalla candidata fornisce un prodotto o servizio veramente innovativo. Il candidato dimostrerà cosa rende questo prodotto o servizio unico, in relazione ad altre soluzioni esistenti;
  • impatto: il prodotto o servizio affronta un bisogno o una sfida specifica della società, con benefici significativi per i cittadini e per l’economia. Il richiedente deve supportare la sua risposta con dati numerici, compresi le misure e gli indicatori di performance;
  • ispirazione: la candidata ha mostrato una leadership attiva e ha giocato un ruolo fondamentale nel successo dell’azienda.

Per partecipare al bando è necessario rispondere ai seguenti criteri di eleggibilità:

  • essere donna;
  • essere residenti in uno Stato membro dell’UE (compresi i Paesi e territori d’oltremare) o un Paese associato a Horizon Europe;
  • essere fondatrice o co-fondatrice di una società innovativa attiva registrata almeno due anni prima del termine di presentazione della

I candidati che hanno già ricevuto un premio UE o Euratom non possono ricevere un secondo premio per le stesse attività.

Non c’è un limite di età per candidarsi alla categoria principale, ma i candidati idonei per entrambe le categorie di premi possono scegliere solo una delle due.

In entrambe le categorie, due o più donne co-fondatrici di una stessa azienda possono presentare una domanda congiunta, a condizione che tutte soddisfino i criteri di ammissibilità, e competere per un unico premio di categoria.

È possibile inoltrare la propria candidatura fino al 18 agosto 2022 e la valutazione delle proposte ricevute avverrà tra agosto e novembre 2022 con consegna dei premi tra novembre e dicembre 2022.

Il testo completo della call e altri documenti utili sul bando sono scaricabili a questa pagina.

Per garantire un coordinamento delle varie azioni, vi invitiamo a comunicare la vostra partecipazione al bando scrivendo all’indirizzo marketing@confartigianato.ch.it.

 

Banca d’Italia, in collaborazione con Confartigianato, ha realizzato quattro percorsi sulle competenze finanziarie di artigiani e piccoli imprenditori.

Finanza della piccola impresa; rapporti con la banca; gestione delle difficoltà finanziarie; centrale dei rischi, pagamenti e strumenti di tutela. Questi i temi delle attività formative online, nel corso delle quali sarà possibile rivolgere domande ai docenti.

La partecipazione ai corsi è gratuita.

Per la formazione online, CLICCA QUI: dopo la creazione dell’account è necessario selezionare la casella “Corsi e-learning Banca d’Italia”.

Dopo aver completato le attività formative online, sarà possibile approfondire i temi trattati in un incontro in presenza che  si svolgerà lunedì 30 maggio, dalle ore 15.30 alle 18.00, nella sede di Academy ForMe, a Chieti, presso il centro commerciale Centauro.

Da oggi prenderti cura della tua attività non sarà più un’impresa!

Per maggiori informazioni: Manuela Cinalli, credito@confartigianato.ch.it0871.330270.

 

Convertito in legge il decreto n. 17/2022, con la “quarta cessione” solo per le banche unicamente per i crediti per i quali sono già state effettuate tre cessioni e solo a favore di correntisti. Confermata, per i soggetti IRES e titolari di partita IVA, la possibilità di trasmettere la comunicazione di opzione oltre la scadenza odierna

Il decreto-legge n.17 del 1° marzo 2022 è stato convertito in legge n. 34 del 27 aprile 2022 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28 aprile 2022. Confermati gli articoli 29-bis e 29-ter introdotti in sede di conversione (si veda News n. 33/2022) che incidono sulla disciplina della cessione dei crediti d’imposta di cui all’articolo 121 D.L. 34/2020.

Con il nuovo articolo 29-bis, viene allungata la filiera delle cessioni, a decorrere dalle comunicazioni di opzione per la prima cessione o sconto trasmesse all’Agenzia delle entrate dal 1° maggio 2022: la quarta cessione è eseguibile:

  • esclusivamente dalla banca che ha esaurito, per un determinato credito, il numero dei passaggi (il secondo e terzo);
  • nei confronti di soggetti con cui la stessa banca ha stipulato un contratto di conto corrente.

Pertanto, nel caso di sconto in fattura, il fornitore può:

  • cedere il credito d’imposta ad un qualunque soggetto (banche comprese) – cessione “jolly”;
  • successivamente possono intervenire due ulteriori cessioni esclusivamente a favore di soggetti vigilati (banche, intermediari finanziari, imprese di assicurazione) – 2^ e 3^ cessione;
  • esaurite le cessioni ammesse, (solo) le banche possono effettuare un’ulteriore cessione esclusivamente verso soggetti con cui le stesse hanno stipulato un contratto di conto corrente – 4^ cessione.

Analoga possibilità nel caso di cessione: in tal caso, il beneficiario della detrazione può:

  • cedere il credito d’imposta ad un qualunque soggetto (banche comprese) – cessione “jolly”;
  • successivamente possono intervenire due ulteriori cessioni esclusivamente a favore di soggetti vigilati (banche, intermediari finanziari, imprese di assicurazione) – 2^ e 3^ cessione;
  • esaurite le cessioni ammesse, (solo) le banche possono effettuare un’ulteriore cessione esclusivamente verso soggetti con cui le stesse hanno stipulato un contratto di conto corrente – 4^ cessione.

L’applicazione alle comunicazioni di prima opzione trasmesse dal 1° maggio 2022, ovviamente, implica l’attribuzione del codice univoco: si è in attesa di un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.

L’articolo 29-ter del decreto legge ha altresì previsto una proroga al 15 ottobre 2022 del termine di trasmissione delle comunicazioni di opzione per sconto/cessione delle detrazioni relative a spese sostenute nel 2021 dai soggetti titolari di partita IVA o per le rate residue non fruite delle detrazioni riferite a spese sostenute dagli stessi soggetti nel 2020. Con tale proroga, viene concesso un maggior periodo di tempo (dal 29 aprile 2022 al 15 ottobre 2022) ai soggetti IRES e ai titolari di partita IVA per esercitare le opzioni relative alle detrazioni loro spettanti, prima di effettuare un utilizzo diretto in detrazione nella dichiarazione dei redditi da presentare entro il 30 novembre 2022. In pratica, il soggetto IRES e il titolare di partita IVA diverso da un soggetto IRES, che ha sostenuto nel corso del 2021 spese per interventi agevolati su propri beni, può, entro il 15 ottobre 2022, comunicare che in relazione alle citate spese è stato applicato lo sconto in fattura ovvero che viene ceduto ad un terzo un credito d’imposta pari alla detrazione spettante.

L’ordinanza del Ministro della Salute del 28 aprile 2022 fornisce importanti indicazioni in merito ai dispositivi di protezione delle vie respiratorie nell’ottica di prevenzione/riduzione dal contagio per SARS-CoV-2.

In particolare, limita l’obbligo di utilizzo delle mascherine di tipo FFP2, dal prossimo 1° maggio 2022 ai seguenti casi:

  1. Per i viaggiatori di aerei, navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale e di treni; per i passeggeri di autobus adibiti a servizi di trasporto di persone e di noleggio con conducente; mezzi impiegati nei servizi di trasporto pubblico locale o regionale; scuolabus.
  2. per spettacoli aperti al pubblico che si svolgono al chiuso, nonché per gli eventi e le competizioni sportive che si svolgono al chiuso (ma non per le discoteche).
  3. per gli utenti e visitatori di strutture sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali, ivi incluse le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistite (RSA) e simili.

L’ordinanza, inoltre, raccomanda di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie in tutti i luoghi al chiuso pubblici o aperti al pubblico, quindi anche per i luoghi di lavoro.

Facendo riferimento ad alcune sollecitazioni, Confartigianato evidenzia quanto segue:

  1. I protocolli anti-contagio Governo – Parti sociali sono ancora in vigore. Ricordiamo che i datori di lavoro sono comunque tenuti ai sensi delle vigenti norme in materia di salute e sicurezza (in particolare, D.Lgs. n. 81/2008 e art. 2087 c.c.) ad applicare nei luoghi di lavoro il principio della massima precauzione nella valutazione dei rischi e nella applicazione delle misure di prevenzione e protezione alla tutela dell’integrità fisica dei lavoratori.
  2. L’obbligo d’uso della mascherina va quindi, a nostro parere,  mantenuto/fortemente raccomandato negli ambienti di lavoro, sia per ragioni concrete di tutela dal contagio dei lavoratori sia per le ragioni di tutela del datore di lavoro da responsabilità civili e penali in caso di contagio dei lavoratori in azienda. Vi è inoltre anche il rischio di una eventuale azione di rivalsa da parte dell’Inail.
  3. Dal 1° maggio il “Green Pass” non sarà più obbligatorio nei luoghi di lavoro, negli uffici pubblici, nei negozi, nei bar e ristoranti, sui mezzi di trasporto, in mense e catering, cinema e teatri, a concerti, eventi sportivi, convegni e congressi, in centri benessere, centri culturali, sociali e ricreativi, concorsi, sale gioco, feste e discoteche. L’unica eccezione riguarda “gli esercenti le professioni sanitarie dei lavoratori negli ospedali e nelle RSA”.

Il 4 maggio prossimo il Governo ha convocato Confartigianato Imprese e le altre Parti sociali proprio sul tema dell’eventuale aggiornamento dei Protocolli di sicurezza, che  rimangono pertanto invariati ed in vigore nei loro contenuti, almeno sino a nuove determinazioni, che verranno tempestivamente comunicate.