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Il Consiglio dei Ministri dell’11 giugno ha dato il via libera definitivo al decreto attuativo del Jobs Act sulla riorganizzazione degli ammortizzatori sociali, in particolare sulla cassa integrazione, con novità che riguardano direttamente le micro e piccole imprese.
Su tutte, l’estensione del l’impianto normativo alle imprese con più di 5 dipendenti e fino ad un massimo di 15, con la conferma della possibilità di accedere alla cassa integrazione per intervalli di tempo anche più brevi, in linea con le esigenze operative delle piccole imprese. Uno dei punti su cui Confartigianato ha fatto maggior pressione.
“Uno dei decreti d’attuazione del Jobs Act, quello che riforma gli ammortizzatori sociali, ci ha visti combattere la battaglia del preservare un sistema su misura delle piccole imprese e dell’artigianato – ha spiegato Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato Imprese – Siamo il settore con la più lunga esperienza di bilateralità. Abbiamo cercato in tutti i modi di salvare questo modello, che ha dimostrato nel tempo di funzionare e bene. Il timore era quello di essere tutti omogeneizzati su un abito troppo grande, confezionato a misura delle grandi imprese, un pericolo che siamo riusciti a sventare”.
In generale, diminuisce la durata della cassa integrazione ordinaria e di quella straordinaria a 24 mesi, con due eccezioni: 30 mesi per le imprese del settore costruzioni, 36 mesi in presenza di contratti di solidarietà.
Un’altra novità introdotta riguarda il sistema di contribuzione ordinario. L’idea è quella di aumentare il contributo addizionale in caso di utilizzo. In altre parole, più un’azienda in crisi ricorre al sostegno al reddito per i propri lavoratori, maggiore sarà il contributo che dovrà pagare, riproponendo un sistema simile a quello applicato dalle assicurazioni per il bonus-malus.
Resta da sciogliere ancora un nodo, quello della contribuzione figurativa.
“Seguiremo l’iter prima dell’approvazione definitiva dello schema di decreto attuativo, questo aspetto non ci piace e vogliamo fare in modo che la contribuzione figurativa sia coperta tanto quanto lo è per gli altri settori”, ha poi concluso Fumagalli.