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DL accise carburanti e DL energia e investimenti, tutte le novità

Il Consiglio dei Ministri ha approvato due decreti-legge, uno in materia di accise e IVA sui carburanti (già in vigore e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale), l’altro in materia di energia e investimenti per le imprese, in attesa di pubblicazione.

Il DL energia e investimenti (del quale è attualmente disponibile una prima bozza incompleta) è un provvedimento corposo che interviene, tra l’altro, in materia di: energia, misure a sostegno della liquidità delle imprese e dell’attrazione degli investimenti, lavoro con misure per lavoratori e pensionati contro l’inflazione.

Il testo recepisce alcune importanti richieste confederali:

  • superbonus: proroga al 30 settembre 2022 della realizzazione di almeno il 30% dell’intervento complessivo sulle unità immobiliari unifamiliari affinché i costi sostenuti entro il 31 dicembre 2022 possano beneficiare della misura (art. 14). Per sbloccare il mercato dei bonus edilizi, durante l’iter di conversione in legge del provvedimento, occorrerà prevedere la possibilità di effettuare la cessione da parte delle banche ai propri correntisti senza dover attendere l’esaurimento del numero delle cessioni ammesse;
  • incremento dal 20% al 25% del credito d’imposta per l’acquisto di gas riconosciuto per il secondo trimestre 2022 alle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas (art. 2, comma 1);
  • incremento dal 12% al 15% del credito d’imposta per l’acquisto di energia riconosciuto per il secondo trimestre 2022 alle imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica (art. 2, comma 3);
  • riconoscimento di un credito d’imposta per gli autotrasportatori nella misura del 28% della spesa sostenuta nel primo trimestre dell’anno 2022 per l’acquisto del gasolio utilizzato in veicoli di peso superiore a 7,5 tonnellate, di categoria euro 5 o superiore (art. 3).

Tra le altre misure positive per le imprese si segnalano:

  • l’incremento per il 2022 del credito d’imposta transizione 0, in continuità con il beneficio previsto per il 2021, che consente alle imprese di continuare a investire in tecnologia, rafforzando la capacità del nostro sistema produttivo di competere sui mercati internazionali (art. 20);
  • l’incremento delle aliquote per il credito d’imposta formazione 4.0, di cui alla legge n. 160/2019, e relativo alle spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze tecnologiche, che sono aumentate dal 50 al 70% per le piccole imprese e dal 40 al 50% per le medie imprese (art. 21);
  • il potenziamento del sistema delle garanzie pubbliche sia con riferimento a SACE sia al Fondo centrale di garanzia e la costituzione di un fondo di 200 milioni per il sostegno alle imprese danneggiate dalla crisi ucraina (artt. 15- 18);
  • nuove risorse per fronteggiare l’aumento dei prezzi negli appalti pubblici. Per consentire la prosecuzione della realizzazione delle opere pubbliche e stimolare la partecipazione alle nuove gare, si introducono misure per fronteggiare il caro-materiali e l’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia. Sono stanziati complessivamente 3 miliardi di euro per il 2022, 2,55 miliardi per il 2023 e 1,5 miliardi dal 2024 al 2026 (art. 25).

Si segnala, inoltre, la misura del cosiddetto “bonus anti inflazione” che – secondo quanto riportato nel comunicato stampa del Governo – dovrebbe prevedere il riconoscimento di un assegno per lavoratori e pensionati con reddito inferiore a 35.000 euro, al fine di contribuire alle difficoltà connesse al caro prezzi. La Confederazione si è attivata per chiedere che la misura sia estesa anche ai lavoratori autonomi. Nel testo del provvedimento attualmente disponibile non sono tuttavia descritti i dettagli della misura (artt. 30 e 31).

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