Lavoro

Lavoro, allarme di Confartigianato: “E’ emergenza giovani, Chieti tra le peggiori d’Italia”

“Se i decessi legati al Covid-19, in Abruzzo, sono circa 2.400, le imprese destinate a morire potrebbero essere addirittura tre volte quella cifra”. A lanciare l’allarme è il direttore di Confartigianato Chieti L’Aquila, Daniele Giangiulli, il quale, dati alla mano, sottolinea come la situazione del Chietino sia “tra le più difficili d’Italia, soprattutto per quanto riguarda i giovani”, nonostante si tratti di cifre assolutamente preliminari, perché “è ancora in vigore il blocco dei licenziamenti e la crisi vera, purtroppo, deve ancora cominciare”.

A scattare la fotografia del quadro attuale sono i dati contenuti in una recente indagine del Centro studi dell’associazione artigiana. Il report in questione è relativo alla variazione tra il 2019 e il 2020: le cifre sono quindi destinate a peggiorare ulteriormente, considerate le restrizioni e le chiusure che hanno caratterizzato il primo quadrimestre dell’anno in corso.

Per comprendere l’attuale situazione è utile il parametro del tasso di inattività, che tra il 2019 e lo scorso anno passa dal 33,7% al 37,8%, con un aumento di 4,2 punti percentuali, che colloca la provincia di Chieti al sesto posto tra le peggiori d’Italia. In altre parole, più di una persona su tre che rientra nella cosiddetta forza lavoro non ha un’occupazione e non la sta neppure cercando, segno del clima di sfiducia generato dall’emergenza sanitaria.

Di conseguenza, diminuendo le persone in cerca di un impiego, si riduce anche il tasso di disoccupazione, che registra una flessione di 2,8 punti percentuali. Il tasso di occupazione, invece, scende dell’1,8%. Pesa sul bilancio, in ogni caso, il blocco dei licenziamenti.

Situazione ancora più delicata per quanto riguarda i giovani. Gli inattivi arrivano addirittura al 63,4%, con un aumento di 8,7 punti percentuali: vale a dire che, nella fascia 15-29 anni, due persone su tre non hanno un lavoro e non lo cercano. In tal senso, il Chietino è al settimo posto tra le ultime province italiane. Per quanto riguarda gli under 30, il tasso di disoccupazione scende al 28,5% (-4,4% rispetto al 2019) e il tasso di occupazione scende al 26,1% (-4,2%).

Negativi anche i dati dell’export: la provincia, tra il 2019 e il 2020, perde 663 milioni di euro, con una variazione negativa del 10,8%. La flessione è mitigata dalle discrete performance dei prodotti alimentari, che compensano i cali drastici registrati da altri settori.

“Purtroppo”, afferma Giangiulli, “vediamo solo i primi effetti di una crisi pesantissima destinata a durare. Tante, soprattutto nei settori del commercio e della ristorazione, le imprese che chiuderanno, ma che non lo hanno ancora fatto in attesa di eventuali indennizzi o strumenti di supporto. La situazione si farà ancora più difficile quando verranno sbloccati i licenziamenti. Come se non bastasse, secondo le stime entro l’estate il 34% delle imprese avrà gravi problemi di liquidità. Nei mesi di restrizioni, però, hanno retto le attività con vendita online. Questo conferma quello che sosteniamo da tempo: il digitale diventa determinante, anche per gli artigiani e per le piccole imprese”.

“Sul fronte delle politiche attive del lavoro”, prosegue il direttore di Confartigianato, “ribadiamo la necessità di una riforma del sistema di orientamento scolastico e professionale con il rilancio degli Istituti Professionali e degli Istituti Tecnici, oltre ad investimenti sulle competenze professionali, a cominciare proprio dall’uso delle tecnologie digitali e puntando sull’apprendistato duale e professionalizzante”, conclude Giangiulli.

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