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Sciolti i dubbi interpretativi sorti a seguito dell’aumento da uno a due milioni della soglia per l’applicazione del massimo ribasso. L’ANAC, rispondendo alla richiesta di parere del Ministero delle Infrastrutture sull’argomento, ha chiarito che è possibile l’utilizzo del criterio del minor prezzo anche nelle procedure negoziate da 150.000 euro fino ad 1 milione di euro.

Come è noto, la norma che ha raddoppiato la soglia del massimo ribasso e contenuta nel decreto correttivo al codice appalti (Dlgs 56/2017), pone come condizione che l’affidamento dei lavori avvenga “con procedura ordinaria” e sulla base del progetto esecutivo. Tale formulazione della misura ha generato dubbi tra le stazioni appaltanti e gli operatori sul ricorso del minor prezzo per aggiudicare le procedure negoziate di importo fino a un milione di euro paventando che tale facoltà possa essere subordinata all’utilizzo delle procedure ordinarie. Come conseguenza, molte stazioni appaltanti nell’incertezza hanno sospeso i piccoli appalti che invece il correttivo intendeva incentivare e velocizzare.

Di qui la richiesta di parere formulata all’ANAC dal MIT, che aveva in precedenza già fornito la propria interpretazione della norma facendo salva la possibilità di aggiudicare al massimo ribasso con esclusione automatica delle offerte anomale anche le procedure negoziate fino a un milione, «fermo restando l’obbligo di gara sulla base del progetto esecutivo». E il parere dell’Autorità Anticorruzione non si è fatto attendere, ritenendo l’opzione proposta dal Ministero “l’unica rispondente a criteri di ragionevolezza e dunque pienamente condivisibile”.

Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 25 del 31 gennaio 2017 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 novembre 2016 che introduce nuove regole per le white list al fine di contrastare le infiltrazioni mafiose negli appalti. Il precedente decreto in materia del 2013, con cui sono stati istituiti gli elenchi delle imprese “pulite” o “white list” presso le Prefetture, aveva definito espressamente come volontaria l’iscrizione alle stesse per le imprese di alcune categorie a rischio. Da qui la necessità di un chiarimento del quadro normativo di riferimento che, da una parte, imponeva come obbligatorio l’utilizzo dell’elenco per le verifiche antimafia ma, dall’altro, non prevedeva in modo chiaro ed esplicito un corrispondente obbligo per le imprese e gli operatori economici di iscriversi nel medesimo, e anzi disciplinava l’iscrizione in termini volontari.

L’Autorità Anticorruzione ANAC, con la segnalazione n. 1 del 21 gennaio 2015, aveva affrontato tale contrasto normativo esortando il legislatore a sciogliere il nodo e a fissare l’obbligo in maniera esplicita.

D’ora in poi, invece, l’approvazione o l’autorizzazione di contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture pubblici, è subordinata all’iscrizione dell’impresa alle white list (che potrà sostituire la documentazione antimafia, comunicazione e informativa).

L’obbligo di consultazione delle white list riguarda l’affidamento delle attività, indipendentemente dal loro valore, elencate al comma 53 art. della legge anticorruzione (legge 190/2012), vale a dire per: trasporto di materiali a discarica per conto di terzi; trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto di terzi; estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti; confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume; noli a freddo di macchinari; fornitura di ferro lavorato; noli a caldo; autotrasporti per conto di terzi; guardianìa dei cantieri.

Il 19 aprile è approdato in Gazzetta Ufficiale il Codice degli appalti pubblici.

Così, ora, l’Italia ha nuove regole ispirate alle direttive europee. E proprio per difendere i principi comunitari, che raccomandano di favorire la partecipazione delle piccole imprese agli appalti pubblici, Confartigianato, in questi mesi di gestazione del Codice, si è battuta in ogni sede istituzionale. Alla fine è riuscita a far modificare alcuni aspetti negativi per artigiani e piccoli imprenditori.
I risultati ottenuti da Confartigianato si leggono nei 220 articoli del nuovo Codice.

Si comincia dalla suddivisione in lotti prestazionali per arrivare all’obbligo, da parte della stazione appaltante, del pagamento diretto alle microimprese subappaltatrici.

E ancora, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa diventa strumento di aggiudicazione preferenziale dell’appalto. Non meno importanti la possibilità di affidamento con procedure negoziate fino a 1 milione di euro e l’applicazione del criterio del massimo ribasso fino a 1 milione di euro. Così come l’inserimento del Certificato Esecuzione Lavori, il limite al 30% per il subappalto e l’anticipazione del prezzo all’impresa esecutrice pari al 20% del valore dell’appalto.

Ma dietro questi risultati si nasconde ora l’incognita dell’ applicazione del Codice. Per attuarlo, infatti, serviranno decreti del Ministero delle Infrastrutture e linee guida dell’Autorità nazionale anticorruzione. Con il rischio che nel frattempo si possa creare un clima di incertezza e di disincentivazione delle gare pubbliche.

Il nostro giudizio – sottolinea il Segretario Generale di Confartigianato, Cesare Fumagalliè sostanzialmente positivo, ma conserviamo prudenza perché molto è lasciato alla fase attuativa non normata, la cosiddetta soft law, un’interpretazione in progress affidata soprattutto all’Autorità nazionale anticorruzione”.

Confartigianato continuerà a vigilare sull’applicazione del Codice.

Abbiamo chiesto all’Anac – aggiunge Fumagalli – di essere uno dei soggetti con i quali porterà avanti la normativa. Ovviamente nel ruolo, per noi, di difensori della piccola impresa. Ricordo che nella legislazione degli Usa c’è addirittura una figura di ambasciatore delle piccole imprese che ha diritto di dire la sua sulle gare d’appalto laddove fossero compresse le possibilità per le piccole imprese”.

L’obbiettivo di Confartigianato consiste nel colmare il gap che oggi discrimina le piccole imprese e le tiene lontane dalla partecipazione agli appalti: basti dire che in Europa le Pmi generano il 58% della ricchezza nazionale, ma vincono soltanto il 29% delle gare, con un indice di discriminazione del 29%. In Italia questa discriminazione è massima, e raggiunge il 47%. “Il nostro goal – conclude il Segretario Generale di Confartigianato – sarà quello di ridurre progressivamente questa distanza. Una mano in questa direzione negli anni potrebbe venire da uno dei provvedimenti che noi continuiamo a richiedere a questo Governo, così come abbiamo fatto con gli Esecutivi precedenti: la legge annuale di attuazione dello Statuto delle imprese che per le piccole imprese prevede, appunto, l’emanazione di una legge annuale. Noi crediamo che questo sia uno dei veicoli su cui far correre le condizioni concrete per far sì che anche le piccole imprese in Italia possano concorrere davvero agli appalti pubblici”.

Il settore delle costruzioni continua a versare in una crisi profonda e persistente. In questo difficile contesto, l’acquisizione di nuove opportunità di lavoro costituisce un obiettivo fondamentale per le imprese dell’edilizia.

A seguito di un approfondimento su tali problematiche è emersa la difficoltà per le piccole imprese delle costruzioni di poter disporre di informazioni puntuali e selezionate sulle gare di appalto pubbliche e i relativi esiti di gara, per questo è nato il Servizio Appalti denominato “Via alla Gara”, dedicato alla platea delle imprese aderenti al sistema confederale, autorizzate esclusivamente da Confartigianato.

Si tratta di un database gratuito cui si accede da QUI .

La consultazione prevede un accesso riservato tramite password che permette di ottenere tutte le informazioni sulle gare, personalizzando la ricerca per territori, importo di gara, categoria SOA di interesse, nonché di acquisire i bandi integrali e gli esiti di gara.

Per ottenere nome utente e password,  le aziende interessate e in regola con il pagamento della quota annuale a Confartigianato Imprese Chieti possono comunicare il loro interesse inviando una mail a categorie@confartigianato.ch.it.  In questo modo l’utente autorizzato riceverà una mail con indicate le credenziali da utilizzare per entrare nell’ area riservata.

Inoltre vi ricordiamo che è possibile rivolgersi presso i nostri uffici per un check-up completo in materia di Sicurezza, finalizzato a verificare la corretta applicazione di una normativa complessa ed in continuo aggiornamento e, infine, per ottenere Certificazioni  (qualità ISO 9001, ambiente ISO 14001, sicurezza e salute sul lavoro BS OHSAS 18001, etica aziendale SA 8000, ecc.) e SOA, indispensabili per la partecipazione ad appalti pubblici. (Rif. Dott. Francesco Cicchini tel. 0871/330270 pers. 349/8871505 mail: categorie@confartigianato.ch.it).