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Grande attenzione alle politiche a sostegno del comparto delle costruzioni da parte del Governo che nella legge di bilancio approvata in Consiglio dei Ministri martedì scorso, ha confermato e potenziato gli incentivi dedicati alle ristrutturazioni edilizie e alla riqualificazione energetica. La manovra da 27 miliardi di euro prevede lo stanziamento di: 4,5 miliardi per il piano Casa Italia e la ricostruzione dei Comuni colpiti dal sisma del 24 agosto 2016; 3 miliardi in tre anni per bonus dedicati alle ristrutturazioni edilizie, per il contrasto al dissesto idrogeologico e per l’edilizia scolastica, 12 miliardi aggiuntivi in tre anni per gli investimenti pubblici dalle infrastrutture all’ ambiente; 2,1 miliardi finalizzati al recupero delle periferie.

Nel dettaglio il disegno di legge, tra le misure di interesse dell’edilizia, fortemente sostenute anche daANAEPA-Confartigianato Edilizia, contiene la proroga di un anno della detrazione 50% per leristrutturazioni edilizie – fino ad un ammontare complessivo delle spese di 96 mila euro per unità immobiliare – e sempre del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata L’ecobonus al 65% per i lavori di miglioramento dell’efficienza energetica viene stabilizzato invece per cinque anni, dal 2017 al 2021; ove gli interventi incidano su più del 25% della superficie disperdente (cappotto termico) l’incentivo arriva al 70% dell’importo e al 75% se applicato su scala condominiale.

Rafforzato è anche l’ecobonus con funzione antisismica o sisma-bonus, che parte da un minimo del 50%, come per le ristrutturazioni, e può arrivare, se gli interventi aumentano la classe di rischio, al 70%– se la classe sale di un livello – e all’80% se si sale di due classi. Tale detrazione aumenta ulteriormente al 75 e all’85% qualora gli interventi riguardino l’intero condominio.

Un capitolo della manovra è dedicato ai Comuni con l’obiettivo di incoraggiare gli investimenti locali e ipiccoli cantieri. Innanzitutto, i Comuni virtuosi, con lo sblocco degli avanzi, potranno utilizzare i fondi presenti nei conti ma non spendibili senza sforare i vincoli del pareggio di bilancio, per interventi di ripristino e adeguamento sismico ed energetico dell’edilizia pubblica. Inoltre, è in attesa di conferma il rifinanziamento del Fondo pluriennale vincolato con una dotazione di 490 milioni di euro l’anno per il triennio 2017-2019 in grado di generare investimenti per 1,4 miliardi.

Serramenti e infissi, caldaie a condensazione o a biomassa, impianti solari termici, pompe di calore, coibentazione pareti e coperture, riqualificazione globale dell’edifico, schermature solari: i vademecum dell’ ENEA aggiornati a fine giugno 2016 per tutti i lavori incentivati con l’ ecobonus fiscale per l’efficienza energetica.

Cambiare i serramenti, la caldaia, installare il solare termico o fare un altro degli interventi incentivati con le detrazioni fiscali del 65%? Un aiuto per capire come fare e quali prodotti permettono di accedere all ‘ecobonus e nei vademecum ENEA, che l’ente ha di recente pubblicato con gli aggiornamenti.

I nuovi vademecum ENEA

Per ciascun tipo di intervento c’è una scheda riepilogativa dei requisiti tecnici richiesti e della documentazione da presentare. Ecco le guide, aggiornate al 28 giugno 2016:

La guida delle Entrate

Altro documento utile è la guida dell’Agenzia delle Entrate sulle “agevolazioni fiscali per il risparmio energetico”, che descrive gli interventi ammessi a detrazione, riassumendo adempimenti richiesti e procedure da seguire , anche questa aggiornata con le novità 2016:

La Legge di Stabilità ha prorogato le detrazioni fiscali del 65% per l’efficienza energetica negli edifici. Si potrà accedere per tutto il 2016 al popolare incentivo noto anche come ecobonus che restituisce in 10 anni, tramite detrazione dall’ Irpef o dall’ Ires, il 65% di quanto speso per migliorare l’isolamento di casa, installare pompe di calore, caldaie a condensazione, impianti di solare termico e realizzare diversi altri interventi.

Le novità sull’ecobonus: domotica, credito cedibile e case popolari

La Legge di Stabilità 2016 ha esteso la detrazine del 65% anche alle spese sostenute per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di “dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione nelle unità abitative”. Leggasi termostati e altri dispositivi di domotica.

Altra novità è la possibilità per gli interventi su parti comuni dei condomini di cedere l’ecobonus alle aziende che fanno i lavori – “i fornitori” del servizio nel testo – in cambio di uno sconto. In questo modo si permette anche agli inquilini incapienti di sfruttare le detrazioni.

Ultima estensione: la legge di Stabilità stabilisce che le detrazioni siano usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, per le spese sostenute, dal 1º gennaio al 31 dicembre 2016, per interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

Chi può beneficiare dell’ incentivo

Le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni; i contribuenti che conseguono reddito d’impresa; le associazioni tra professionisti; gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale purché siano soggetti al pagamento dell’Ires (dunque, non i Comuni ad esempio).

Possono fruire dell’agevolazione anche i titolari di un diritto reale sull’immobile; i condomini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali; gli inquilini; i familiari del possessore.

Dal 1° Gennaio 2016 sono ammessi anche gli Istituti autonomi per le case popolari.

Per quali immobili

Gli interventi devono essere eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale). Non sono agevolabili, quindi, le spese effettuate in corso di costruzione.

Per alcune tipologie di interventi, inoltre, è necessario che gli edifici presentino specifiche caratteristiche: per esempio, essere già dotati di impianto di riscaldamento (tranne quando si installano pannelli solari termici).

Nelle ristrutturazioni per le quali è previsto il frazionamento dell’unità immobiliare, con conseguente aumento del numero delle stesse, il beneficio è compatibile unicamente con la realizzazione di un impianto termico centralizzato a servizio delle suddette unità.

Interventi incentivati

  • Riqualificazione globale su edifici esistenti, ossia l’insieme di interventi che facciano conseguire determinati miglioramenti delle prestazioni energetiche: si possono detrarre fino a 100mila euro (cioè il 65% di una spesa di circa 154mila euro).
  • Coibentazione di pareti, soffitti o la sostituzione di finestre e serramenti con altri e con particolari prestazioni di isolamento (fino a 60mila euro di detrazione fiscale);
  • Installazioni di pannelli solari termici (fino a 60mila euro);
  • Sostituzione della caldaia con un modello a condensazione (fino a 30mila euro);
  • Installazione di pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia (fino a 30mila euro);
  • Acquisto e posa in opera delle schermature solari elencate nell’allegato M del decreto legislativo n. 311/2006 (fino a 60mila euro)
  • Acquisto e installazione di impianti di climatizzazione invernale a biomasse(fino a 30mila euro);
  • Acquisto, installazione e messa in opera di sistemi di domotica, ossia multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione nelle unità abitative. Questi dispositivi domotici devono: a) mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati; b) mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti; c) consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto.

Funzionamento dell’incentivo e documentazione

Porta in detrazione dall’Irpef o dall’Ires su 10 anni, tramite quote di pari importo, il 65% della spesa sostenuta. Non è cumulabile – per i medesimi interventi – con la detrazione del 50% per le ristrutturazioni o con altri incentivi come il conto termico (cui hanno diritto, in alternativa alla detrazione, pannelli solari termici e pompe di calore).

Sono detraibili tutte le spese concernenti i lavori, anche quelle di progetto e amministrative. Ricordiamo che per le detrazioni fiscali del 50 e del 65% l’importo detraibile è, per i privati, comprensivo di Iva.

La documentazione necessaria per la richiesta comprende:

  • Fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento.
  • L’asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti. Per finestre comprensive di infissi, caldaie e pannelli solari questa può essere sostituita da una certificazione fornita dal produttore.
  • L’attestato di certificazione o di qualificazione energetica, tranne che per pannelli solari o sostituzione finestre. La scheda informativa relativa agli interventi realizzati.