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Accolta la richiesta di Confartigianato: via libera all’ erogazione in tre mesi del credito IVA anche per le imprese del settore edile, dei servizi di pulizia, demolizione, installazione e completamento di edifici assoggettate al meccanismo del “reverse charge” (inversione contabile) dal 1° Gennaio 2015.
E’ quanto stabilito dal decreto del ministero dell’ Economia e delle Finanze del 29 Aprile scorso e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 Maggio.
Questa possibilità era prevista per le prestazioni di servizi o di manodopera rese in dipendenza di contratti di subappalto nel comparto dell’edilizia, per le quali è obbligatorio il meccanismo dell’inversione contabile dal 2007. Dopo la segnalazione della Confederazione anche su richiesta dell’ANAEPA, tale ingiustificata disparità di trattamento è stata così sanata inserendo fra i soggetti che possono richiedere il rimborso prioritario anche quelli che effettuano prevalentemente “prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici”, di cui all’art. 17 co. 6 lett. a-ter del DPR 633/72.
L’apertura al rimborso in via prioritaria è volta a contenere le difficoltà finanziarie connesse all’applicazione del reverse charge che, spesso, determina, il sorgere di ingenti crediti IVA in capo agli operatori.
Vale la pena ricordare che, secondo quanto previsto dall’art. 2, comma 2 del citato Decreto Ministeriale 22 marzo 2007, i soggetti passivi IVA per accedere ai rimborsi in via prioritaria (ad eccezione del caso dello split payment) devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
– esercizio dell’attività da almeno tre anni;
– eccedenza detraibile di importo almeno pari a 10.000 euro, in caso di rimborsi annuali, e almeno pari a 3.000 euro, in caso di rimborsi infrannuali (trimestrali);
– eccedenza detraibile di importo pari almeno al 10% dell’imposta assolta sugli acquisti di beni e servizi e sulle importazioni effettuati nel periodo cui la richiesta di restituzione si riferisce (anno o trimestre solare).
Il DM stabilisce, inoltre, che le nuove disposizioni si applicano a partire dalle richieste di rimborso IVA relative al secondo trimestre dell’anno 2016, da presentarsi entro l’ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento (31 luglio 2016).

Il settore delle costruzioni continua a versare in una crisi profonda e persistente. In questo difficile contesto, l’acquisizione di nuove opportunità di lavoro costituisce un obiettivo fondamentale per le imprese dell’edilizia.

A seguito di un approfondimento su tali problematiche è emersa la difficoltà per le piccole imprese delle costruzioni di poter disporre di informazioni puntuali e selezionate sulle gare di appalto pubbliche e i relativi esiti di gara, per questo è nato il Servizio Appalti denominato “Via alla Gara”, dedicato alla platea delle imprese aderenti al sistema confederale, autorizzate esclusivamente da Confartigianato.

Si tratta di un database gratuito cui si accede da QUI .

La consultazione prevede un accesso riservato tramite password che permette di ottenere tutte le informazioni sulle gare, personalizzando la ricerca per territori, importo di gara, categoria SOA di interesse, nonché di acquisire i bandi integrali e gli esiti di gara.

Per ottenere nome utente e password,  le aziende interessate e in regola con il pagamento della quota annuale a Confartigianato Imprese Chieti possono comunicare il loro interesse inviando una mail a categorie@confartigianato.ch.it.  In questo modo l’utente autorizzato riceverà una mail con indicate le credenziali da utilizzare per entrare nell’ area riservata.

Inoltre vi ricordiamo che è possibile rivolgersi presso i nostri uffici per un check-up completo in materia di Sicurezza, finalizzato a verificare la corretta applicazione di una normativa complessa ed in continuo aggiornamento e, infine, per ottenere Certificazioni  (qualità ISO 9001, ambiente ISO 14001, sicurezza e salute sul lavoro BS OHSAS 18001, etica aziendale SA 8000, ecc.) e SOA, indispensabili per la partecipazione ad appalti pubblici. (Rif. Dott. Francesco Cicchini tel. 0871/330270 pers. 349/8871505 mail: categorie@confartigianato.ch.it).

Un quinto delle case italiane è vecchio e in cattive condizioni. Nel nostro Paese 2.051.808 edifici residenziali, pari al 16,8% del totale, sono in mediocre o pessimo stato di conservazione. Una percentuale che sale al 21,1% per gli edifici costruiti prima del 1981, mentre la quota di riduce al 4,7% per gli edifici nati tra il 1981 e il 2011.Lo rileva un’analisi condotta da Confartigianato secondo la quale le cose peggiorano nel Mezzogiorno dove sono più diffuse le cattive condizioni delle case. Il record negativo si registra in Sicilia con il 26,8% del totale degli edifici residenziali in mediocre-pessimo stato di conservazione. Seguono la Calabria, con una quota del 26,2%, e la Basilicata con il 22,3%. Le cose vanno decisamente meglio in Umbria e in Trentino Aldo Adige, regioni in cui la quota di case in cattive condizioni è la più bassa d’Italia e si limita al 10,7% del totale. Segue la Toscana, dove la quota sale all’11,5%.A livello provinciale il primato negativo va a Vibo Valentia dove è più diffuso il cattivo stato delle case (31,4% del totale), seguita da Reggio Calabria (31,3%) e Catanzaro (25,8%). Al capo opposto della classifica le provincie più virtuose sono Prato (8,2%), Bolzano (8,5) e Siena (8,5%).In totale in Italia si contano 12.187.698 edifici residenziali – l’84,3% degli edifici totali – con 31.208.161 abitazioni. Gli edifici comprendono case unifamiliari, ville, villette, case a schiera, palazzine in complessi residenziali e condomini o palazzine con negozi o sedi di attività economiche in genere a piano strada. I tre quarti (74,1%) degli edifici residenziali italiani sono stati costruiti prima del 1981 ed hanno quindi 35 anni ed oltre di vita, mentre le realizzazioni più recenti sono il rimanente 25,9%.
Le cattive condizioni delle case, oltre a mettere a rischio la sicurezza dei cittadini, contribuiscono a gonfiare la bolletta energetica delle case.Secondo la rilevazione di Confartigianato, infatti, il comparto residenziale determina il 28,8% dei consumi finali di energia. Più di quanto assorbono i trasporti su strada (27,7%) e l’industria (22,7%).
La spinta a migliorare la condizione delle abitazioni di molti italiani arriva dai bonus fiscali per ristrutturazioni e risparmio energetico previsti dalla legge di Stabilità.“E’ indispensabile – sottolinea Arnaldo Redaelli, Presidente di Confartigianato Ediliziarendere stabili e permanenti, nella misura indicata nella legge di Stabilità 2016, gli incentivi fiscali che consentono di raggiungere più obiettivi: riqualificazione del patrimonio immobiliare, risparmio ed efficientamento energetico e difesa dell’ambiente, rilancio delle imprese delle costruzioni, emersione di attività irregolari”.Secondo Confartigianato, la filiera dei settori delle costruzioni e dell’indotto manifatturiero conta complessivamente 680.354 imprese e 1.664.426 addetti. In maggioranza si tratta di piccole aziende: 594.828 micro e piccole imprese fino a 20 addetti dell’edilizia, installazione di impianti e fabbricazione dei mobili, che danno lavoro complessivamente a 1.343.467 addetti. A questi si aggiunge l’indotto manifatturiero in cui operano altre 85.526 imprese e 320.959 addetti (19,3% dell’intera filiera).