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Con la legge 27 febbraio 2017 n. 19, convertito il decreto Milleproroghe.

Il 27 febbraio 2017 è stata approvata la legge di conversione del Decreto Legge n. 244/2016 – decreto Milleproroghe.  Molte le novità introdotte nel testo originario del decreto nel corso dell’iter di conversione in legge. Per quanto riguarda l’ambito del diritto del lavoro, tra le varie disposizioni approvate in via definitiva dal Parlamento si evidenziano l’intervento sull’obbligo di assunzione dei disabili, sull’invio telematico del LUL, sulla comunicazione all’INAIL dei dati relativi agli infortuni di almeno un giorno e sull’indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi.

Riportiamo di seguito una sintesi degli interventi.

Obbligo assunzione disabili

La legge 19/2017 prevede il rinvio al 1° gennaio 2018 della decorrenza dell’obbligo di assumere il disabile per le imprese che occupano almeno 15 dipendenti, che non hanno effettuato nuove assunzioni.

Si ricorda che la riforma operata dal Jobs Act in materia, prevedeva che, entro sessanta giorni dal 1° gennaio 2017, i datori di lavoro privati, che occupano da 15 a 35 dipendenti, avrebbero dovuto procedere all’assunzione di un lavoratore disabile, a prescindere dall’effettuazione di una nuova assunzione.

Era prevista inoltre una ulteriore sospensione dei termini: nel caso in cui tali datori di lavoro avessero effettuato una nuova assunzione, la decorrenza degli obblighi scattava non entro i canonici 60 giorni previsti per la generalità dei datori di lavoro ma, qualora non avessero effettuato una seconda nuova assunzione, solo dopo ulteriori dodici mesi.

Tali disposizioni quindi troveranno applicazione a partire dal 2018.

Obbligo di invio telematico del LUL al Ministero del Lavoro

Si ricorda che, ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. 151/2015, a decorrere dal 1 gennaio 2017 il LUL dovrebbe essere tenuto, in modalità telematica, presso il Ministero del Lavoro.

Nelle realtà il Ministero non ha mai emanato il relativo decreto che doveva stabilire le modalità tecniche ed organizzative per la tenuta, l’aggiornamento e la conservazione dei dati contenuti nel LUL; di conseguenza si è prorogato al 1 gennaio 2018 la decorrenza dell’obbligo di trasmissione telematica al Ministero del lavoro dei dati contenuti nel LUL.

Comunicazione all’INAIL dei dati relativi agli infortuni di almeno 1 giorno

Sul punto ricordiamo che il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico in materia di sicurezza) ha previsto l’istituzione del SINP (Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione), finalizzato a fornire dati utili per orientare, programmare, pianificare e valutare l’efficacia delle attività di prevenzione degli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Il relativo decreto ministeriale di attuazione del SINP è stato emanato solo il 25 maggio 2016 ed è entrato in vigore il 12 ottobre 2016: lo stesso prevede che entro 6 mesi dall’entrata in vigore (quindi entro il 12 aprile 2017), i datori di lavoro dovranno comunicare all’INAIL, ai fini statistici, i dati relativi agli infortuni che comportano l’assenza dal lavoro, di almeno 1 giorno, escluso quello dell’evento.

Motivi organizzativi e di opportunità hanno fatto slittare di ulteriori 6 mesi il predetto obbligo, che entrerà pertanto in vigore a partire dal 12 ottobre 2017.

DIS-COL

Il decreto proroga al 30 giugno 2017 la sperimentazione per il riconoscimento della disoccupazione (DIS-COL) ai collaboratori coordinati e continuativi in caso di cessazione del contratto di lavoro.

Ricordiamo che per avere diritto alla prestazione il collaboratore deve essere in stato di disoccupazione e allo stesso devono essere stati accreditati almeno 3 mesi di contributi nel periodo intercorrente dal 1° gennaio dell’anno precedente l’evento di cessazione del rapporto ed il predetto evento.

Per quanto riguarda la durata e la misura dell’indennità, la stessa è corrisposta per un massimo di 6 mesi e comunque non superiore alla metà dei mesi di contribuzione accreditati nel periodo sopra indicato; l’indennità è pari al 75% dell’importo del compenso del collaboratore ma, in ogni caso, non superiore a 1.300 euro mensili per un massimo di sei mesi in un anno.

Stanziati 200 milioni, attinti dai fondi europei del Programma Operativo Nazionale “Sistemi di Politiche Attive del Lavoro” (PON SPAO), per i datori di lavoro privati che assumeranno giovani di 15-29 anni che non studiano, non lavorano e non sono impegnati in percorsi di formazione (cd. NEET) e che si siano iscritti a Garanzia Giovani.

Si tratta di una misura che si inserisce nel solco del programma Garanzia Giovani ma è diretta a chi assume nel 2017 con un contratto a tempo indeterminato (anche apprendistato), a tempo determinato di almeno 6 mesi o di apprendistato professionalizzante.

Riguarda tutto il territorio nazionale (con l’ eccezione della Provincia autonoma di Bolzano che non partecipa al programma Garanzia Giovani).

In caso di contratto a tempo indeterminato o apprendistato l’ incentivo prende forma di uno sgravio dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, di importo massimo di 8.060 euro per giovane assunto, che si riduce in misura proporzionale in caso di part-time (comunque superiore a 24 ore settimanali) o di conclusione anticipata del rapporto di lavoro.

In caso di contratto a tempo determinato di almeno 6 mesi lo sgravio è pari al 50% e può essere al massimo di 4.030 euro annui.

La misura non è cumulabile con altri incentivi all’ assunzione di natura economica o contributiva non selettivi rispetto ai datori di lavoro o ai lavoratori. Non sono ammesse le assunzioni effettuate con contratto per il lavoro domestico.

Per maggiori informazioni è possibile contattare ALMA FERRAZZA: tel. 0871 330270; email: lavoro@confartigianato.ch.it 

Segretaria/o Direzionale Gestione Front-office aziendale e Prima Gestione Amministrativa

FORME SRL  ricerca, per azienda associata operante nel settore servizi, Segretaria/o Direzionale per Gestione Front-office aziendale e Prima Gestione Amministrativa.
Requisiti: Diploma di Laurea indirizzo Giuridico Economico; pregressa esperienza nella mansione; conoscenza della lingua inglese e degli strumenti informatici. Requisito preferenziale: età inferiore ai 35 anni.
Per candidarsi inviare a mezzo mail il proprio CV Europass a: risorseumane@confartigianato.ch.it con indicata nell’oggetto la seguente dicitura: Segreteria Direzionale.


 Hostess

Si ricercano, per azienda associata, n° 20 hostess per un importante evento che si terrà presso il Porto turistico di Pescara dal 23/06/2016 al 26/06/2016.

Requisiti: bella presenza, ottime doti comunicative e disponibilità a lavorare dalle ore 9.30 alle ore 20.00 per tutta la durata dell’evento.

Per candidarsi inviare a mezzo mail il proprio CV allegando anche una fotografia a: risorseumane@confartigianato.ch.it


Barman

Si ricercano, per azienda associata, n° 25 barman ambosessi per un importante evento che si terrà presso il Porto turistico di Pescara dal 23/06/2016 al 26/06/2016.

Requisiti: breve esperienza in mansione analoga, bella presenza e disponibilità a lavorare su turni per tutta la durata dell’evento.

Per candidarsi inviare a mezzo mail il proprio CV allegando una fotografia a: risorseumane@confartigianato.ch.it

Al via il part-time agevolato in uscita per i lavoratori prossimi alla pensione. Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha infatti firmato il decreto che disciplina le modalità della norma introdotta dalla legge di stabilità 2016.

Il nuovo meccanismo è destinato ai lavoratori del settore privato con contratto a tempo indeterminato ed orario pieno, che possiedono il requisito contributivo minimo per la pensione di vecchiaia (20 anni di contributi) e che maturano il requisito anagrafico entro il 31 dicembre 2018.

Tutti coloro che hanno i requisiti, si legge in una nota del ministero, potranno concordare col datore di lavoro il passaggio al part-time, con una riduzione dell’orario tra il 40 ed il 60%, ricevendo ogni mese in busta paga, in aggiunta alla retribuzione per il part-time, una somma esentasse corrispondente ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sulla retribuzione per l’orario non lavorato.

Inoltre, per il periodo di riduzione della prestazione lavorativa, lo Stato riconosce al lavoratore la contribuzione figurativa corrispondente alla prestazione non effettuata, in modo che alla maturazione dell’età pensionabile il lavoratore percepirà l’intero importo della pensione, senza alcuna penalizzazione.

Con l’iniziativa “30+”, la Regione Abruzzo intende agevolare l’ingresso nel mercato del lavoro dei giovani che vivono nel proprio territorio, con priorità per i Comuni ricadenti nelle così dette aree di crisi o nelle aree interne o nelle aree territoriali interessate dagli Aiuti a finalità regionale.

I destinatari dell’intervento sono giovani under 35 anni, non iscritti al Programma Garanzia Giovani. 

Devono possedere le seguenti caratteristiche:

– età compresa tra i 18 ed i 35 anni non compiuti (34 anni e 364 giorni);

– essere residenti e domiciliati in uno dei Comuni abruzzesi, con priorità per i Comuni ricadenti nelle così dette aree di crisi o nelle aree interne o nelle aree territoriali interessate dagli Aiuti a finalità regionale;

– essere diplomati o laureati;

– essere disoccupati da almeno sei mesi.

All’ interno del target di destinatari sopra individuato, sarà riservata una priorità per i giovani 30- 34enni (35 anni non compiuti) nonché una premialità per le donne concretizzata in un incentivo all’ assunzione più marcato, in quanto gravate da un significativo differenziale di genere in Abruzzo rispetto alle possibilità di trovare un’occupazione.

Due le linee di intervento:

Linea A): realizzazione di esperienze di tirocinio formativo extracurriculare di 6 mesi, durata che negli anni ha dimostrato più alto impatto occupazionale;

Linea B): incentivazioni all’assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato, cumulabili con analoghe iniziative nazionali.

L’intervento è stato approvato con determinazione n. 75/DPG007 del 15/3/16.

I giovani interessati, se in possesso di tutti i requisiti, a partire dal 21 Marzo 2016 devono registrarsi e inserire i propri dati e il curriculum completo QUI , indicando la preferenza per tirocinio e/o assunzione.

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi presso Confartigianato Imprese Chieti,   Rif. Alma Ferrazza, Tel. 0871.330270, Mail lavoro@confartigianato.ch.it. .

A partire dal 24/12/2015 è stato abolito l’obbligo di tenuta del registro infortuni.

 

All’ entrata in vigore dell’art. 21, comma 4 del decreto legislativo del 14 settembre 2015, n. 151, “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità”, uno dei quattro decreti attuativi del Jobs Act, sono state modificate le disposizioni dettate dall ’articolo 53, comma 6 del decreto legge 81/08 e s.m.i., in merito alla tenuta del registro infortuni.

 

Per il datore di lavoro sarà sufficiente inoltrare la denuncia all’ INAIL, direttamente sul portale “My INAIL”, compilando i campi predisposti nella sezione “Denuncia/Comunicazione di infortunio”.

 

Non essendoci più l’obbligo di aggiornare, non sarà più necessario duplicare sul registro degli infortuni quanto già trasmesso all’ ente assicurativo nazionale per gli infortuni sul lavoro. Di conseguenza, non risulterà nemmeno più applicabile la sanzione amministrativa prevista in caso di mancata tenuta del registro infortuni.

 

Giovani alle prese con lo spettro della disoccupazione, imprenditori che non riescono a trovare manodopera qualificata. E in mezzo, la scuola che non riesce a preparare i ragazzi all’ingresso nel mondo del lavoro.

La spinta per unire questi tre mondi oggi troppo distanti è arrivata il 13 gennaio. Al Ministero del Lavoro, il Sottosegretario Luigi Bobba e gli assessori regionali alla formazione hanno firmato i protocolli d’intesa che, in base alle norme del Jobs Act, danno il via a due anni di sperimentazione del sistema formativo duale.

In pratica, per circa 60 mila giovani studenti si aprono le porte delle aziende: per una parte di loro l’apprendimento avverrà con un contratto di apprendistato di primo livello, mentre per gli altri con l’alternanza scuola-lavoro “rafforzata” di 400 ore annue a partire dal secondo anno del percorso di istruzione e formazione professionale. Con apprendistato formativo e alternanza “rafforzata” si potranno conseguire qualifica e diploma professionali, diploma di istruzione secondaria superiore, titoli di laurea triennale o magistrale, master e dottorato.
Il Ministero punta così a creare maggiori occasioni di lavoro per i giovani, ma promette anche maggiore convenienza per le aziende che diventano protagoniste della formazione. 

Il Sottosegretario Bobba ha risposto così alle preoccupazioni espresse da Confartigianato sul rischio di nuovi costi e adempimenti a carico degli imprenditori.

“Abbiamo discusso con il mondo delle imprese e con Confartigianato per rimuovere tutti gli ostacoli, sia in termini di costi sia per attribuire all’agenzia formativa la responsabilità principale della gestione del percorso formativo che deve portare al conseguimento di un titolo per il giovane. Le aziende – ha aggiunto Bobba – hanno la responsabilità di mettere a disposizione un tutor per la formazione aziendale. E, a questo proposito, proprio per contenere i costi delle imprese, stiamo pensando di creare un incentivo simile a quello del Progetto ‘Botteghe di mestiere’ gestito da Italia Lavoro, nel quale una parte dell’onere del tutor è a carico delle risorse pubbliche”.

Nel dettaglio, le imprese che assumeranno in apprendistato formativo e quelle che ospiteranno studenti in alternanza ‘rafforzata’ godranno di minori costi per l’apprendista e di incentivi per abbattere gli oneri derivanti dall’impiego di tutor aziendali. Per l’apprendistato formativo si prevede un azzeramento della retribuzione per la formazione in aula, una diminuzione della remunerazione degli apprendisti al 10% della retribuzione per la formazione svolta in azienda, l’abolizione del contributo previsto a carico dei datori di lavoro in caso di licenziamento dell’apprendista, lo sgravio dal pagamento dei contributi per l’ASPI rivolto alle imprese artigiane, la cancellazione della contribuzione dello 0.30% per la formazione continua. Infine, per le imprese con più di 9 dipendenti, viene dimezzata al 5% l’aliquota di contribuzione”.

Per la sperimentazione del sistema duale, il Governo ha stanziato ulteriori 87 milioni di euro – sia per il 2015 che per il 2016 – in aggiunta ai 189 milioni già previsti per l’istruzione e formazione professionale. Queste risorse verrannoripartite tra le Regioni e le Province Autonome sulla base del numero di studenti annualmente iscritti ai percorsi di istruzione e formazione professionale e del numero complessivo di studenti qualificati e diplomati.

Per maggiori informazioni rivolgersi all’Area Politiche Attive del Lavoro di Confartigianato Chieti
Referente Alma Ferrazza – tel. 0871/330270 – mail: lavoro@confartigianato.ch.it



La legge 208/15 mette a disposizione di lavoratori e datori di lavoro lo strumento normativo per sperimentare la cosiddetta staffetta generazionale.

Se ne parla da tempo e, in alcuni recenti contratti aziendali, se ne fa già espressa menzione almeno come obiettivo da perseguire. In sostanza si tratta di questo: i lavoratori più anziani riducono il loro orario di lavoro, così da favorire (almeno nelle intenzioni) l’ingresso in azienda di giovani a cui gli anziani possono fare, per il periodo che rimane loro da lavorare, da “tutor”. Il tutto su base volontaria, sia per il lavoratore che per il datore di lavoro.

 

Fino ad ora, però, questo meccanismo ha incontrato un ostacolo: la riduzione dell’orario provocava al lavoratore anziano non solo una riduzione di reddito ma anche (e soprattutto) un pregiudizio alla futura pensione. La legge di stabilità si propone, entro certi limiti, di ovviare a questi inconvenienti e di rendere possibile la staffetta. Il presupposto è un accordo tra datore di lavoro e lavoratore (a tempo pieno e indeterminato, che maturi i requisiti per la pensione di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018) per ridurre l’orario di lavoro in misura tra il 40% e il 60%.

Duplice beneficio

Il beneficio che si può ottenere sulla base di tale accordo è duplice: l’Inps riconosce la contribuzione figurativa sulla parte di prestazione non svolta (con applicazione dei criteri di calcolo della pensione previsti per i contratti di solidarietà espansivi dal decreto 148/15 sugli ammortizzatori sociali), e il lavoratore riceve dal datore di lavoro, oltre alla retribuzione per le ore lavorate, una somma pari ai contributi che il datore avrebbe dovuto versare sulla parte non (più) lavorata e pagata.

 

Quest’ultima somma aggiuntiva è netta, cioè non imponibile fiscalmente ed esente da contributi. In questo modo la riduzione di orario non “pesa” sulla futura pensione e la riduzione di reddito è mitigata dall’importo netto aggiuntivo. Il datore di lavoro “risparmia” una parte di retribuzione, che può investire in nuove assunzioni (anche se non c’è un obbligo in tal senso).

 

Tocca al datore di lavoro presentare una domanda all’Inps e alla Dtl per l’ammissione al beneficio sulla base dell’accordo raggiunto con il lavoratore. La domanda, verificata la ricorrenza dei presupposti, può essere  accolta solo nei limiti delle risorse messe a disposizione dalla legge di stabilità: 60 milioni nel 2016, 120 milioni nel 2017 e 60 milioni nel 2018. Una volta raggiunti tali limiti l’Inps non prenderà in considerazione ulteriori domande. Un decreto ministeriale, da emanarsi entro 60 giorni, stabilirà le modalità operative del riconoscimento del beneficio. Vedremo nei prossimi mesi se l’operazione avrà successo nel favorire il passaggio di testimone tra le generazioni in azienda.

Anche chi assumerà lavoratori con contratto a tutele crescenti il prossimo anno potrà usufruire di uno sgravio contributivo, ma il bonus sarà decisamente ridotto rispetto a quello per gli assunti nel 2015.

In materia d’incentivi occupazionali la legge di Stabilità per il 2016 è meno generosa rispetto alla prima “finanziaria” firmata dal governo Renzi: un doppio intervento sia sulla durata dello sconto contributivo(che scende da tre a due anni), sia sul tetto massimo dello stesso (40% dei contributi sino a 3.250 euro) rende, infatti, meno appetibile l’assunzione a tempo indeterminato. Facendo rientrare in gioco altri incentivi fra cui quelli per gli iscritti nelle liste di mobilità, i beneficiari Naspi e gli apprendisti, i quali, almeno dal punto di vista economico – come si può osservare nella tabella a fianco – appaiono più competitivi rispetto al nuovo sgravio.

Lo scenario che si va configurando, a questo punto, potrebbe spingere più di qualche datore di lavoro a cogliere in questi giorni le ultime opportunità offerte dall’assunzione agevolata con l’attuale sgravio triennale, i cui effetti benefici si protrarranno sino al 2018. Se un’azienda assumesse un lavoratore a tempo indeterminato entro la mezzanotte del 31 dicembre 2015 avrebbe, infatti, diritto all’esonero (fino a 8.060 euro l’anno) per tutto il triennio 2016-2018.

Quanto allo sgravio 2015, non c’è dubbio che questa norma abbia portato a un sensibile cambio di passo nelle assunzioni a tempo indeterminato, ma anche che queste ultime si siano rivelate alla resa dei conti soprattutto stabilizzazioni di rapporti a termine e di contratti atipici come, ad esempio, le collaborazioni. Sembrerebbe, insomma, che i datori abbiano voluto dare la precedenza alla conferma del personale con cui già operavano da tempo. Un altro anno a esonero totale avrebbe, allora, forse maggiormente incentivato i datori di lavoro a rivolgersi all’esterno e a inserire nuova linfa in azienda, contribuendo a diminuire la disoccupazione.

Nel 2016, in ogni caso, l’incentivo solo biennale sarà riconosciuto fino al 40% dei contributi previdenziali dovuti dall’azienda e, comunque, entro 3.250 euro annui. Per il resto non si registrano particolari modifiche rispetto all’impianto precedente, se si esclude qualche adattamento dovuto alla riedizione della normativa di riferimento. Continuano, così, a essere esclusi dalla facilitazione i premi Inail e resta confermato che potranno accedere al beneficio tutti i datori di lavoro (imprenditori e non) del settore privato che assumeranno a tempo indeterminato durante tutto il 2016, compresi dirigenti, soci di cooperative se subordinati, somministrati, nonché assunti in part time e job sharing. Viene, invece, ribadita l’esclusione per colf, apprendisti e intermittenti.

Tra le condizioni d’accesso al bonus rimangono il principio del rispetto delle leggi, dei contratti e la verifica della regolarità contributiva (Durc). Anche il nuovo incentivo non si potrà ottenere se il lavoratore abbia prestato attività con contratto a tempo indeterminato (compresi l’apprendistato, la somministrazione e il lavoro domestico) nei sei mesi precedenti la nuova assunzione presso qualsiasi datore di lavoro. La strada che porta allo sgravio sarà sbarrata, inoltre, se il neo assunto nei tre mesi precedenti l’entrata in vigore della legge (ottobre, novembre e dicembre 2015) avrà intrattenuto un contratto a tempo indeterminato con lo stesso datore di lavoro (anche per interposta persona), comprese le società collegate o controllate in base all’articolo 2359 del codice civile.

L’incentivo, ancora, non sarà concesso ai datori di lavoro che, per lo stesso lavoratore, abbiano ottenuto le nuove agevolazioni o l’esonero triennale previsto dalla legge di Stabilità 2015. Nei casi di appalto o di assunzione in attuazione di un obbligo derivante dalla legge o dalla contrattazione collettiva, l’eventuale esonero contributivo residuo si trasferisce al datore di lavoro subentrante.

Si ricorda, infine, che la legge di stabilità prevede la possibilità di un’estensione al 2017 dell’esonero per le assunzioni a tempo indeterminato in favore dei datori di lavoro privati, operanti in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna con un’eventuale maggiorazione dei benefici per l’assunzione di donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ma solo se verranno reperiti i fondi necessari.

Confartigianato Imprese Chieti organizza per Sabato 18 Aprile 2015 , presso la sala polifunzionale di Atessa, un seminario sul welfare e politiche attive del lavoro dal titolo: “Il mondo che cambia”.

I temi del seminario saranno:

  • Il piano garanzia Giovani per l’Abruzzo
  • Microcredito
  • Job Act
  • Occupazione e lavoro nei centri storici
  • “Buona impresa” il piano della Bcc per i Giovani