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legge di bilancio

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Con la Legge n. 127 del 3 agosto 2017 è stata fornita una proroga dal 30.6 al 30.9.2018 del termine entro il quale effettuare gli investimenti in beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico al fine di beneficiare della maggiorazione del 150% del costo di acquisizione, c.d. iper ammortamento introdotto con la Legge di Bilancio 2017.

Resta comunque ferma la data del 31 dicembre 2017, entro la quale :

  • l’ordine sia accettato dal venditore;
  • siano pagati acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

In assenza di tali due condizioni gli investimenti agevolabili devono essere effettuati nel periodo 1.1 – 31.12.2017.

A poca distanza dalla chiusura dello sportello, lo scorso settembre, nel 2017 tornano i finanziamenti agevolati della Nuova Sabatini per le imprese che acquistano macchinari, perché la norma è stata inserita all’ art.13 della Legge di Bilancio 2017 approvata in via definitiva nei giorni scorsi.

Ma rispetto alle nostre anticipazioni ci sono altre novità: la misura verrà prorogata non più per il solo anno 2017, ma anche per tutto il 2018 e, al fine di favorire la transizione del sistema produttivo nazionale verso la manifattura digitale, una quota della copertura finanziaria è destinata alle PMI che investono in digitalizzazione, nell’ambito del piano Industria 4.0 e più precisamente in “macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica aventi come finalità la realizzazione di investimenti in  tecnologie, compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti”.

Per questi investimenti, in particolare, è anche innalzata del 30% la misura massima prevista per il contributo del MiSE, sempre nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.

Altra novità prevista dalla manovra, il plafond a disposizione della Cdp per la Garanzia è incrementato di 7 miliardi di euro. Le risorse previste per i prossimi anni dalla manovra sono così ripartite: 28 milioni di euro per il 2017, 84 milioni per il 2018, 112 milioni all’anno dal 2019 al 2021, 84 milioni per il 2022, e 28 milioni per il 2023.

La normativa relativa all’accesso ai finanziamenti, requisiti delle imprese, presentazione delle domande, rimane invariata.

La Sabatini, lo ricordiamo, è stata istituita con il decreto 69/2013: è un finanziamento agevolato per l’acquisto di nuovi macchinari, da 20mila a 2 milioni di euro, con un contributo statale del Ministero dello Sviluppo Economico che copre parte degli interessi (pari all’ammontare degli interessi calcolati su un piano di ammortamento a rate semestrali, con tasso del 2,75% e durata 5 anni), e una copertura fino all’80% del finanziamento della cassa Depositi e Prestiti. Il finanziamento deve essere erogato da un banca o intermediario accreditato (l’elenco è disponibile sul sito del MiSE)

Destinatari della misura sono micro, piccole e medie imprese (escluse quelle del settore finanziario), con sede operativa su tutto il territorio nazionale, iscritte la Registro delle imprese, non destinatarie di aiuti europei e non in situazione di ”impresa in difficoltà”

Per la domanda è possibile rivolgersi agli uffici di Creditfidi operanti sul territorio.

Grande attenzione alle politiche a sostegno del comparto delle costruzioni da parte del Governo che nella legge di bilancio approvata in Consiglio dei Ministri martedì scorso, ha confermato e potenziato gli incentivi dedicati alle ristrutturazioni edilizie e alla riqualificazione energetica. La manovra da 27 miliardi di euro prevede lo stanziamento di: 4,5 miliardi per il piano Casa Italia e la ricostruzione dei Comuni colpiti dal sisma del 24 agosto 2016; 3 miliardi in tre anni per bonus dedicati alle ristrutturazioni edilizie, per il contrasto al dissesto idrogeologico e per l’edilizia scolastica, 12 miliardi aggiuntivi in tre anni per gli investimenti pubblici dalle infrastrutture all’ ambiente; 2,1 miliardi finalizzati al recupero delle periferie.

Nel dettaglio il disegno di legge, tra le misure di interesse dell’edilizia, fortemente sostenute anche daANAEPA-Confartigianato Edilizia, contiene la proroga di un anno della detrazione 50% per leristrutturazioni edilizie – fino ad un ammontare complessivo delle spese di 96 mila euro per unità immobiliare – e sempre del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata L’ecobonus al 65% per i lavori di miglioramento dell’efficienza energetica viene stabilizzato invece per cinque anni, dal 2017 al 2021; ove gli interventi incidano su più del 25% della superficie disperdente (cappotto termico) l’incentivo arriva al 70% dell’importo e al 75% se applicato su scala condominiale.

Rafforzato è anche l’ecobonus con funzione antisismica o sisma-bonus, che parte da un minimo del 50%, come per le ristrutturazioni, e può arrivare, se gli interventi aumentano la classe di rischio, al 70%– se la classe sale di un livello – e all’80% se si sale di due classi. Tale detrazione aumenta ulteriormente al 75 e all’85% qualora gli interventi riguardino l’intero condominio.

Un capitolo della manovra è dedicato ai Comuni con l’obiettivo di incoraggiare gli investimenti locali e ipiccoli cantieri. Innanzitutto, i Comuni virtuosi, con lo sblocco degli avanzi, potranno utilizzare i fondi presenti nei conti ma non spendibili senza sforare i vincoli del pareggio di bilancio, per interventi di ripristino e adeguamento sismico ed energetico dell’edilizia pubblica. Inoltre, è in attesa di conferma il rifinanziamento del Fondo pluriennale vincolato con una dotazione di 490 milioni di euro l’anno per il triennio 2017-2019 in grado di generare investimenti per 1,4 miliardi.

Semplificare il fisco e ridurre le tasse sulle piccole imprese: è l’obiettivo che guida l’azione del Governo nella prossima Legge di bilancio.

Lo ha detto oggi il Viceministro dell’Economia e Finanze, Luigi Casero, durante un incontro con il Comitato Ristretto Tributario di Confartigianato,  presieduto dal Presidente Domenico Massimino, membro di Giunta con delega alle Politiche fiscali. Al confronto con l’esponente di Governo, organizzato dalla Confederazione in vita della presentazione della Legge di Bilancio 2017, hanno partecipato Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali, Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi, e un gruppo di responsabili del settore fiscale delle Associazioni territoriali di Confartigianato.

Oggi il problema da superare – ha detto Casero – è la differenza di tassazione tra le piccole e le grandi imprese”.

Per eliminare questo gap, il Viceministro si è detto disponibile a lavorare sulle proposte di Confartigianato ribadite dal Presidente Massimino.

A cominciare dall’ introduzione dell’Iri, imposta sul reddito delle imprese, che estenderebbe alle imprese personali i benefici attribuiti dall’ Ires alle società di capitali e consentirebbe alle piccole imprese di reinvestire gli utili in azienda. Il Presidente Massimino ha poi insistito sulle necessità di tassare i redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza, per poter pagare le tasse dopo l’ incasso delle fatture.

La lista di Confartigianato continua con la richiesta di deducibilità totale dell’ IMU sugli immobili strumentali, l’ unificazione di IMU e TASI in una imposta unica sui servizi, l’ innalzamento della franchigia IRAP, la neutralità fiscale per le cessioni d’ azienda a titolo oneroso.

Nel pacchetto di interventi sollecitati da Confartigianato spicca la riforma degli studi di settore sulla quale, il 7 settembre, la Commissione di esperti di Sose ha recepito le richieste di Confartigianato per semplificare gli studi e trasformarli da ‘armi’ di accertamento a strumento di compliance con l’ Amministrazione finanziaria, corredandoli di criteri di premialità.

E proprio su questa ‘rivoluzione’ si è soffermato il Viceministro Casero il quale ne ha sottolineato gli obiettivi di semplificazione e comprensibilità e l’addio alla valenza di accertamento a vantaggio degli imprenditori e ha sollecitato a Confartigianato ulteriori contributi di proposte per dare gambe a quella che considera ‘una ridefinizione totale’ degli studi di settore.